MUFFINS QUASI VEGANI CIOCCOLATO BIANCO E LAMPONI



Se volete togliere il "quasi vegani" basterà eliminare il cioccolato bianco dalla ricetta!

INGREDIENTI PER 12 PEZZI:

280 gr farina integrale
- 50   gr farina maizena
- 100 gr zucchero di canna integrale
- 65   gr olio di semi di girasole
- 240 gr latte di riso 
- mezza bustina di lievito per dolci
- scorza di limone (io ho abbondato e crea una bella armonia con i lamponi e il cioccolato bianco)
- 70   gr cioccolato bianco (come si vede dall'immagine ho usato le gocce di cioccolato)
-130  gr lamponi freschi 


PREPARAZIONE: 

- Amalgamare in una ciotola tutti gli ingredienti tranne i lamponi (per evitare di "spappolarli" troppo mescolando il composto).
- Se decidete di usare una tavoletta di cioccolato bianco tagliatela a coltello in maniera grossolana e incorporatela all'impasto.
- Quando tutti gli ingredienti risultano ben mescolati aggiungete i lamponi e uniteli al composto.
- Riempire di circa 3/4 le formine dei muffins, o l'apposita teglia con i buchi in cui avrete precedentemente messo la carta che conterrà l'impasto.
- Cuocere per circa 15 minuti con forno a 170/ 175 gradi.

Gustate i muffins per merenda, colazione o come snack sfizioso!

EMERGENZA CORONA VIRUS : SPUNTI PER ATTIVITA' CASALINGHE



In questi giorni notizie, ansie, paure, pensieri e dubbi sono più che mai parte di noi. Non è mia intenzione esprimere giudizi sulla delicata situazione che stiamo vivendo, ma da qualche giorno tutti noi siamo nella condizione di dover limitare temporaneamente la nostra libertà e di modificare lo stile di vita che abbiamo fin'ora condotto.
Per il nostro bene siamo stati invitati a rimanere nelle nostre case, in alcuni casi soli con noi stessi e questo può forse spaventare qualcuno. Personalmente adoro stare sola con me stessa all'interno di un ambiente confortevole, ma se per voi non è così vi lascio alcuni spunti per imparare a dedicare tempo a voi stessi e per passare in maniera costruttiva e produttiva questo stop forzato dalla vita sociale e in alcuni casi lavorativa.

Ci tengo a sottolineare che è molto importante rispettare le regole che sono state emanate in questi giorni, dobbiamo accettare questa situazione razionalizzandola, senza farsi prendere da panico o isteria.
ESSERE LUCIDI E SOPRATTUTTO POSITIVI E' DOVEROSO!!
 Il mio suggerimento? Approfittiamo di questa pausa forzata per modificare la nostra routine, o per approfondire abitudini che già avevamo prima. Il tempo è prezioso non sprechiamolo!

 DEVO RIMANERE A CASA...CHE COSA POSSO FARE?

Se anche solo il pensiero di dover trascorrere ancora venti giorni in casa vi mette angoscia leggete e prendete nota di questi 15 spunti!

  1. NETFLIX. Chi di noi al giorno d'oggi non ha l'abbonamento a Netflix? Sicuramente grazie a questo "contenitore" di film, serie tv, documentari, reality ecc... troverete ciò che fa al caso vostro per ingannare il tempo. Se non siete abbonati potete usufruire della prova gratuita di un mese.
  2. LEGGERE. Molto spesso molti di noi non hanno tempo da dedicare alla lettura, questa può essere una buona occasione per dedicarci a quel libro dimenticato sul comodino o quel romanzo che tanto avremmo voluto iniziare. Non perdere l'occasione per iniziare a leggere qualche titolo!
  3. SCRIVERE. Perché non tenere un quaderno o un diario in cui annotare sensazioni, paure o pensieri di questo delicato momento? Perché non dedicarti alla stesura di articoli, saggi, memorie o recensioni?
  4. STUDIARE. Se sei uno studente (giovane o meno giovane non importa) puoi dedicarti allo studio: slides, lezioni, libri di testo o ancora tesine da preparare, non buttare via il tuo tempo e studia!
  5. DISEGNARE. Anche se non sei un tipo artistico prova a sprigionare la tua creatività disegnando, dipingendo o anche solo colorando (esistono i libri anti-stress da colorare con vari temi e soggetti).
  6. ASCOLTARE UN PO' DI MUSICA. La musica, come a parer mio la lettura, aiuta ad evadere quindi perché non creare una propria playlist sognando di essere sulla cima di una montagna o in riva al mare?
  7. PRATICARE YOGA O MEDITAZIONE. Si tratta di due attività in stretta connessione tra loro. Se non le hai mai praticate su YouTube trovi tantissimi tutorial, di vari livelli, per iniziare, approfondire o anche solo avvicinarti a queste discipline.
  8. CUCINARE. Chiusi in casa e con frigorifero e armadietto delle "porcate" a portata di mano mangiare non è stato mai così semplice, quindi perché non mettersi ai fornelli e cucinare qualche piatto sano, una torta, pasta fresca fatta in casa o quello che più vi soddisfa? Per qualche spunto creativo visitate il sito di Giallo Zafferano.
  9. PULIRE-RIORDINARE-AGGIUSTARE-MONTARE MOBILI. Di recente siete stati all' Ikea, ma ancora non avete montato la cassettiera acquistata? Bhe perché non farlo proprio ora? La primavera è alle porte e si può anticipare la famosa pulizia tipica di questo periodo. Il vostro armadio è un campo di battaglia? Riordinatelo. Insomma il fai-da-te in questo periodo potrebbe diventare un buon passatempo.
  10. ALLENARSI. Sì è vero stando in casa si è propensi a mangiare molto di più, ma chi ha detto che per tenersi in forma dobbiamo per forza uscire ed andare in palestra? Anche in questo caso YouTube ci viene in soccorso, grazie ai video in cui personal trainer mostrano esercizi facili e completi da poter svolgere ovunque...anche in casa!
  11. IMPARARE UNA LINGUA. Da quanto tempo vuoi iscriverti ad un corso di spagnolo? Non pensi sia ora di rispolverare il tuo inglese o il tuo francese? Perfetto ora puoi prenderti del tempo per farlo, come? Ci sono vari siti e applicazioni che ti aiutano nell'apprendimento di una nuova lingua come ad esempio Babbel.
  12. RIFLETTERE. Forse molti di noi possono sfruttare questo momento di pausa per pensare e meditare, davvero prima apprezzavamo il nostro tempo al 100%?
  13. FARE PULIZIA. Era da molto che volevi sistemare il garage o il solaio, adesso non  ci sono più scuse!
  14. CHIAMARE AMICI LONTANI O CHE NON SENTI DA UN PO'. Sì è vero con WhatsApp, Instagram, Facebook ecc.. siamo sempre perennemente connessi con il mondo e sappiamo cosa fa chi, ma parlare con un amico/a, confidarsi, esporre le proprie paure o i propri pensieri è importante. Confrontatevi con le opinioni di chi vi sta vicino.
  15. RIORDINARE IL PC. Quante cartelle, documenti o immagini sparse per il desktop abbiamo sul computer? Se i precedenti spunti non ti sono stati d'aiuto di questo abbiamo bisogno quasi tutti!

Spero con questi suggerimenti di averti aiutato a capire come spendere il tuo tempo, o di averti dato l' input per iniziare un'attività che rimandavi da tempo.
Se anche tu hai qualche idea per me scrivila nei commenti!

TRE GIORNI A DANZICA


Il famoso Corridoio di Danzica...

Chi di voi non ha mai sentito nominare il "Corridoio di Danzica"? E' sicuramente stata una delle domande presenti nelle verifiche di storia del quinto anno in qualsiasi scuola superiore. Con questa denominazione si intende una striscia di territorio polacco, in cui è compresa la città di Danzica, istituita dopo la I Guerra Mondiale. Il "corridoio" divenne una delle principali rivendicazioni da parte della Germania di Hitler che sfociarono nel settembre del 1939 in un'invasione della Polonia in accordo con l'Unione Sovietica. L'invasione della Polonia il 1 settembre 1939 fu proprio una delle cause scatenanti della guerra.

Danzica da sola...

Ho scelto questa meta per spendere alcuni giorni di relax in solitudine, era da molto tempo che volevo dedicare del tempo a me stessa e quale meta poteva essere più indicata di Danzica una città ricca di storia, musei, monumenti, chiese e luoghi da visitare. La Polonia è uno stato abbastanza sicuro, come testimoniano stime e statistiche, il tasso di delinquenza e criminalità è basso e dato non meno importante il costo della vita è davvero basso! La media di un pasto seduti in un bel ristorante mangiando un piatti tipici polacchi con un buon bicchiere di birra è di 5 euro. 

DAY 1 MUSEO DELLA II GUERRA MONDIALE-CENTRO STORICO 

Sono atterrata a Danzica la notte tra il 21 e il 22 febbraio (quando ancora non era scoppiata l'inutile emergenza corona virus in Italia), con un taxi e una spesa di circa 15 euro ho raggiunto il mio ostello. 
La prima tappa della mia esplorazione della città è stato il Museo della Seconda Guerra Mondiale, poco distante dal mio alloggio. Il costo per l'ingresso al museo mi ha davvero stupita 25 sloti (5,83 euro) per visitare la collezione permanente e temporanea di questo moderno spazio espositivo. Come già detto fu a Danzica che ebbe inizio il più grande e sanguinoso conflitto del mondo. Solitamente i musei dedicati a questo delicato tema trattano l'argomento dalla prospettiva delle grandi potenze, ma l'intento di questa struttura è di documentare una faccia inesplorata del conflitto: il punto di vista delle vittime. L'esposizione consiste di reperti (disposti in aree tematiche), ricostruzioni e materiale multimediale; personalmente ho apprezzato molto la disposizione e i temi trattati, coinvolgenti, interessanti e toccanti.
Molto spazio viene dedicato alla popolazione polacca, ma senza mai dimenticare le altre etnie duramente perseguitate dal '39 al '45. Ciò che colpisce del museo stesso è anche la costruzione dell'edificio: un grande prisma che spunta dal terreno, il colore della struttura come la natura dell'esposizione museale stimola la malinconia. I tre livelli su cui si eleva il museo simboleggiano passato (collezione principale piano -1), presente (area intorno al museo) e futuro (piano +1 biblioteca, spazi pubblici e ristorante). Ho dedicato alla mia visita quattro ore perdendomi tra oggetti, didascalie, testimonianze e filmati storici davvero di gran rilievo!
Nonostante il meteo il primo giorno non sia stato dalla mia parte ho comunque deciso di passeggiare nei dintorni del museo che si trova a pochi passi dal centro storico di Danzica.  Ci sono alcuni luoghi che meritano assolutamente una visita e quattro passi a piedi per ammirare la splendida architettura della cittadina:
  • Droga Kròlewska: la Via Regia che veniva percorsa dal re in visita a Danzica, alzando lo sguardo potrete ammirare splendidi e antichi palazzi dai colori pastello. Dietro la Porta Soprana vi è il complesso fortificato Przedbramie, composto da due due torri unite da alti muri, anticamente questo costituiva un corpo avanzato rispetto le mura medioevali che circondavo il nucleo della città. 
  • Ratusz Glòwnego Miasta : è il Municipio della città vecchia, il vero cuore storico di Danzica che custodisce simboli e tesori della potenza marittima baltica. Il simbolo di questo quartiere è l'elegante torre che sovrasta il municipio, coperta da un elmo creato nel 1561 e sormontato dalla statua  dorata di re Sigismondo Augusto. Nel suo insieme la struttura ha un aspetto tipicamente gotico (la costruzione è avvenuta a diverse riprese fra XIV e XVIII secolo) con l'aggiunta di elementi barocchi e manieristici. Attirerà la vostra attenzione anche la Fontanna Neptuna vero e proprio simbolo della città, fu eretta nella prima metà del '600. 
  • Dlugie Pobrzeze : la Riva Lunga che si dipana lungo la Motlawa, la classica immagine da cartolina di Danzica su cui si affacciano colorate case dalle forme tipicamente nordiche, caffè ristoranti e la famosa Gru. L'antica gru portuale, Zuraw, è uno degli elementi che maggiormente attira lo sguardo osservando la riva sinistra dal Ponte Verde, è un vero e proprio gioiello dell'architettura medioevale: permetteva  tramite due enormi ruote calcatorie, azionate da uomini, di sollevare carichi fino a 4 tonnellate ad un'altezza di 11 metri e carichi fino a 2 tonnellate a 27 metri! Entrate ad osservare questo enorme marchingegno. 
  • Ulica Mariacki : piccola via pedonale che vi conduce alla basilica di Santa Maria, è uno degli angoli più affascinanti della città (soprattutto a parer mio con il cielo grigio e la leggera pioggerellina che ho trovato io il primo giorno). Questa zona pare aver conservato l'atmosfera della Danzica dei secoli d'oro: due ali di palazzi in vari stili a cui si accede tramite "antisoglie" decorate da varie statue zoomorfe e antropomorfe che un tempo scaricavano acqua ai bordi della strada. La viuzza è tempestata da botteghe di ambra e artigianato a cui fa da sfondo l'imponente chiesa mariana.   

DAY 2 GDYNIA-SOPOT 

Gdynia e Sopot insieme a Danzica formano il Trojmiasto una conurbazione urbana collegata dalla rete ferroviaria veloce. Con una spesa di soli 8 sloti  (1,85 euro impensabile in Italia) ho raggiunto entrambi le località balneari situate nel golfo di Danzica sul Mar Baltico. 
Gdynia è un ex villaggio di pescatori, tutto quello che c'è da visitare è legato al mare ed è collocato sul Molo Meridionale. Il molo funge da centro cittadino in cui poter passeggiare, sorseggiare una tazza di tea caldo all'aria aperta o osservare le barche ormeggiate. Qui ormeggiati ci sono alcuni galeoni da visitare ed è collocato anche l'acquario, che quel giorno essendo domenica, era affollatissimo da famiglie. All'interno oltre a molte varietà ittiche è possibile osservare ambienti marini di ogni parte del mondo. Dopo aver passeggiato lungo la spiaggia ho raggiunto a piedi il centro cittadino caratterizzato dalla presenza di edifici in stile modernista dalle linee tipiche degli anni '20 e '30 del Novecento.  Se avete tempo e voglia di camminare, ma in alternativa c'è anche una funivia per i più pigri, potete raggiungere la cima della Kamienna Gora una collinetta da cui si apre un ampio panorama della città e del golfo.
Sopot a una decina di chilometri di distanza da Gdynia è la località balneare più famosa della Polonia, la sua fama deriva probabilmente dalla presenza del ponte di legno sul mare più lungo d'Europa. La piazza principale, a pochi metri dal famoso molo, ha una forma concava sul lato destro sorge lo Stabilimento Balneologico in cui sgorgano fonti termali di acque ricche di bromo e iodio; sulla sinistra invece vi è l'Hotel Grand, elegante costruzione neobarocca che ha avuto ospiti celebri, nel bene e nel male, come Greta Garbo, Fidel Castro, De Gaulle, Hitler, Sharif, Shakira e molti altri. 
Il molo che si inoltra nelle acque del Baltico per quasi mezzo chilometro offre una vista a "tre fasce" di Sopot: verde del Parco Paesaggistico di Trojmiasto, grigio della cittadina e blu del mare. Vi consiglio di fare questi due passi sul molo in orario tramonto...la vista sarà ancor più suggestiva quando il ponte si illumina con le luci dei lampioni anni '20. 


DAY 3 MERCATO COPERTO-BASILICA DI SANTA MARIA-CITTA' VECCHIA

La mattina dell'ultimo giorno sono uscita alle prime ore dell'alba...in ostello ho scelto per risparmiare la camerata mista da 6...ma ahimè i miei compagni di stanza hanno russato pesantemente tutte e tre le notti! 
In giro non ho incontrato praticamente nessuno se non qualche pescatore seduto su sedie pieghevoli e con la canna da pesca immersa nella Motlawa. Ho scattato foto bellissime complici le luci create dal sorgere del sole e dall'atmosfera fantasma della città, mi sono goduta la tranquillità, il silenzio e la magia di una città veramente stupenda.
Dopo essermi rifocillata in una pasticceria in cui sembrava di essere all'interno di una casa per le bambole mi sono dedicata alle ultime tappe della mia visita a Danzica: il mercato coperto, la Basilica di Santa Maria e la Città Vecchia. 
Il Mercato Coperto non mi ha per niente colpita, me lo aspettavo con prodotti simili a quelli di Budapest o Sofia (torte, dolci, dolciumi, spezie, formaggi...), ma invece i commercianti all'interno offrivano solo salumi e stand di vestiti, la struttura da fuori prometteva bene vista la splendida architettura. 
La Bazylika Mariacka è il tempio cristiano più grande del mondo, al suo interno può ospitare fino a 25.000 fedeli. L'elemento dominante oltre alla mole della struttura nel suo insieme è la torre campanaria, alta 82 metri, a cui si può accedere salendo 400 gradini e con un biglietto di 10 sloti (2,30 euro); la salita si percorre all'interno di una scala a chiocciola in sasso molto angusta (mentre salivo due signore sono dovute scendere poiché non si sono sentite affatto bene) esperienza forse non troppo indicata per chi soffre di claustrofobia. Una volta giunti in cima il panorama ripagherà della fatica per salire...una vista a 360 gradi dello skyline della città! Grazie ad una mappa potrete individuare i campanili delle chiese e gli edifici principali con una prospettiva dall'alto, con la calda luce del sole i colori della città al mio arrivo in cima erano stupendi.
Ultima tappa in quanto vicina all'ostello è stata Stare Miasto: la Città Vecchia. Questa zona di Danzica risale al XIII- XIV secolo, venne in parte distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale e ricostruita nei luoghi più importanti. Percorrendo il Canale Radunia si incontrano le chiese di Santa Brigida e Santa Caterina, accanto a quest'ultima è conservato l'antico Wielki Mlyn (mulino grande) edificato nel 1350 in mattoni rossi e dalla forma quasi triangolare, è uno degli edifici industriali più importanti dell'Europa medioevale  mosso su due lati da ben 18 ruote collegate a macine di pietra.

Danzica in breve i consigli di Vagabionda

PIEROGI:  non potete non assaggiare i famosi ravioli polacchi, un piatto della tradizione molto apprezzato dai turisti e da me in particolar modo. Ho trovato tramite TripAdvisor il locale Omandu il cui menù proponeva davvero tantissime varianti di pierogi, io ho scelto quelli ripieni al salmone e pomodori essiccati accompagnati da una salsina all'aneto davvero squisita. Da Omandu c'è un vero e proprio laboratorio artigianale di pierogi: tramite un vetro potrete osservare in tempo reale la produzione dei vostri ravioli. Vorrei sottolineare anche questa volta il rapporto qualità prezzo della mia cena: un piatto di pierogi e una birra 28 sloti ovvero 6,45 euro!

PACZKI: squisiti bomboloni (krapfen) fritti, ripieni con marmellate alle rose, glassati e guarniti con buccia di arancia candita. Troverete questa prelibatezza nelle pasticcerie, panetterie, tea room e ai bordi delle strade dai venditori ambulanti, uno tira l'altro e costano solo 0,300 sloti 60 centesimi!

UNA DOLCE PAUSA A LEN: dalla via che si snoda dall'entrata principale della Basilica di Santa Maria troverete dei locali in cui scaldarvi sorseggiando una tazza di tea caldo molto carini. Ho scelto il Cafe' Len incuriosita dall'entrata...assaggiate la torta vegana con glassa al cocco squisita e riposatevi in un ambiente accogliente e rilassantissimo. 

UNO SGUARDO SU DANZICA DALL'ALTO: Danzica offre molte possibilità di osservare la città dall'alto. Un bel panorama sul centro storico dai Forti Napoleonici, una vista 360 gradi dalla torre della Basilica di Santa Maria o dalla torre del Municipio, la vista sulla Città Vecchia e sulla Città Principale  dalla torre della Chiesa di Santa Caterina o ancora una vasta veduta sull'area degli ex cantieri navali dalla terrazza del Centro Europe Solidarnosc.

UNA PASSEGGIATA CON LE PRIME LUCI DELL'ALBA: se vi piace passeggiare soli con i vostri pensieri e vedere la vera essenza di Danzica lontana dal via vai dei suoi abitanti e dei turisti che la affollano saltate giù dal letto di buon ora e immergetevi nelle viuzze della zona pedonale. 

MUSEO DELLA II GUERRA MONDIALE: come descritto sopra si tratta di una collezione molto interessante, un'esposizione unica e una tappa obbligatoria per tutti gli appassionati di storia del Novecento. 


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TORTA ALLO YOGURT SALVA COLAZIONE



Quante volte siete in emergenza colazione? Niente tortine, biscotti o cereali da accompagnare a caffè, latte o tea caldo? A me è successo spesso, ma da quando mi hanno passato questa ricettina ho sempre la soluzione per una torta semplice, veloce, ma gustosa.
Io la chiamo "torta-vasetto" perché per dosare tutti gli ingredienti vi occorrerà solo un vasetto di Yogurt.

INGREDIENTI: 

- 1 vasetto di yogurt bianco (o il gusto che preferite)
- 3 vasetti di farina (io uso la farina integrale)
- 2 vasetti di zucchero (per me meglio quello di canna integrale)
- 1 vasetto di olio di semi
- 2 uova
- 1 bustina di vanillina
- lievito
- 1 pizzico di sale

PREPARAZIONE:

- inserire nell'ordine sopra elencato tutti gli ingredienti in una terrina e mescolare energicamente con una frusta (anche elettrica) fino a quando si otterrà un composto ben amalgamato
- imburrare una teglia a forma di ciambella e aggiungere un po' di farina in modo da rivestirla
- versare l'impasto nella tortiera
- cuocere la torta per circa 35/40 minuti a 180 gradi

Una volta ultimata la cottura e dopo aver lasciato raffreddare la ciambella potete guarnire con della glassa, cioccolato, zucchero a velo o con il cocco in polvere come amo fare io! 

LA MAGIA DEL DESERTO IN OMAN


In occasione delle vacanze natalizie ho trascorso una settimana nel meraviglioso Oman, paese arabo che nasconde luoghi fantastici (ma di questo vi parlerò in un futuro articolo!).
Uno degli ambienti che mi ha maggiormente colpita è stato sicuramente il deserto, che in Oman occupa buona parte della superficie totale della nazione, non farvi una tappa significa perdersi uno stop quasi obbligatorio.

La suddivisione del deserto in Oman..

Il territorio omanita offre una differenziazione dell'ambiente desertico:  Rub al-Kahli (deserto dei deserti), Um Al-Samin (lago salato), Jiddat (deserto roccioso) e Sharqiya Sands. Quest'ultima parte di deserto è chiamata anche Wahiba Sands, denominazione derivata dalla popolazione beduina che vi abita, si colloca tra la città di Sur e il massiccio Hajar. Ci troviamo a circa due ore di auto da Muscat, la capitale ed è in questa porzione di deserto in cui mi sono approcciata per la prima volta a questo luogo.


...la mia esperienza

Nel mio itinerario la notte nel deserto è stata la seconda tappa del viaggio alla scoperta dell'Oman e in particolare ho deciso di trascorrere qui proprio la notte di Natale; ho trovato la struttura su Booking ed è stata davvero un'ottima scelta! 
Dato che l'auto da me noleggiata non era un fuoristrada e di conseguenza poco adatta a viaggiare sul suolo sabbioso del deserto, mi sono affidata al "servizio taxi" del desert camp che ci ha messo a disposizione Amur, un beduino che vive poco lontano dal resort.  
Appena si imbocca la "strada" (si tratta in realtà di una specie di sentiero appena visibile sulla sabbia) per entrare all'interno del deserto si rimane subito senza parole (forse perché non ero mai stata in un contesto simile) spalanchi gli occhi e riesci solo a dire: "WOOOOW!!". Subito si aprono immense le distese di sabbia con dune baciate dal sole, percorrendo il tragitto immerso nelle dune ho  notato i contrasti tra i colori: cielo blu intenso e sabbia rossiccia. 
Dopo circa una mezz'ora ho raggiunto il campo...giusto in tempo per il tramonto! L'idea è stata subito quella di provare a scalare una duna e di godere da lì delle luci create dal calar del sole e che dire...sembra facile, ma una volta buttati i piedi nella sabbia salire all'inizio è un pochino difficoltoso! Nella sabbia si sprofonda e la pendenza (anche se si tratta di un percorso brevissimo) non aiuta chi come me due anni fa si è rotta il piede e ora si ritrova con due viti nell' astragalo. Non demordete, una volta arrivati in cima lo spettacolo che si aprirà davanti ai vostri occhi sarà incredibile: una successione immensa di sabbia, di dune, di colori contrastanti che creano un'armonia perfetta e il silenzio tutto intorno è davvero surreale. Sedetevi sulla sommità di una duna, rilassate il corpo e fermatevi ad osservare i ritmi della natura. 
Il tramonto neanche a dirlo ha colorato il cielo con sfumature che non mi era capitato di vedere altrove e la magia dell'atmosfera in cui mi sono immersa completamente ha reso lo spettacolo ancor più prezioso ai miei occhi. Con il lento imbrunire è cambiata drasticamente anche la temperatura, ricordate che nel deserto uno dei fenomeni caratteristici è l'escursione termica, ovvero la differenza tra la temperatura massima che si raggiunge durante il giorno e la temperatura minima che può scendere anche sotto zero durante la notte. 
Gustato fino in fondo il tramonto con i suoi giochi di luce, dopo una discesa rotolando giù per la duna faticosamente conquistata, sono tornata al campo dove in occasione del Natale era stata organizzata una tombolata (terribile vedere un Babbo Natale omanita estrarre i numeri e regalare cioccolatini a tutti i presenti, ma questione di gusti!!). 
La cena di Natale è stata servita a buffet e consumata mangiando per terra come impone la tradizione, il tutto allietato dall'accompagnamento di beduini che cantavano e suonavano con strumenti tipici. I piatti serviti sono stati molto vari: dalla carne di cammello al pesce, dall' hummus di ceci ai noodles, fino ai dolci, mi è piaciuta molto la cena e ho apprezzato le molte proposte vegetariane presenti tra i vassoi. 
Dopo la notte trascorsa nella tenda provvista di tutti i moderni confort ho deciso di andare a vedere l'alba raggiungendo le dune sul dorso del cammello. Questa è una delle tante attività che vengono proposte ai turisti che soggiornano nel deserto, era un'esperienza che mi incuriosiva e che ho deciso di provare proprio in Oman. Con una passeggiata non troppo comoda, seduta sulle gobbe del cammello, la nostra carovana di otto cammelli ha raggiunto la duna da cui oltre all'alba abbiamo potuto osservare l'eclissi solare anulare. Prima della partenza per la gita ci sono stati consegnati occhialetti speciali per poter guardare l'evento astronomico in cui la Luna ha fatto apparire il Sole più piccolo, creando una sorta di anello di fuoco nel cielo. La possibilità di poter assistere ad un fenomeno così particolare nel deserto ha reso ancor più preziosa la mia permanenza in questo luogo. 
Dopo una ricca colazione a base di pancakes, datteri e dolcetti tipici ed un'ultima passeggiata nel silenzio delle dune Amur è tornato a prendermi, ma visto che il deserto non ha smesso di sorprendermi fin da quando ci ho messo piede ha riservato per me un'ultima sorpresa: sulla via del ritorno ho avuto un incontro ravvicinato con una cammella ed il suo piccolo!


6 DRITTE DI VAGABIONDA:

  1. Prova a scalare una duna e a scendere rotolando nella sabbia...tornerai bambino in men che non si dica!
  2. Goditi alba e tramonto nel silenzio, magari praticando la respirazione yogica per rilassarti ulteriormente. 
  3. "Ruba" un po' di sabbia e al tuo ritorno conservala in una botticina di vetro con il tappo in sughero, sarà un souvenir personale, quando lo guarderai ti torneranno subito alla mente le bellissime sensazioni provate nel deserto. 
  4. Un giretto con il cammello è quasi d'obbligo, i beduini ti insegneranno come gestire le redini e come cavalcarlo.
  5. Passeggia solo con i tuoi pensieri.
  6. Osserva di prima mattina le orme lasciate dagli animali che escono e popolano il deserto non appena cala il sole, vedrai chiaramente le impronte lasciate dallo strisciare dei serpenti.
Ti lascio il contatto di Amur Al-Mugeiri GSM: 99006122/97371115 (scrivigli su WhatsApp), oltre al servizio taxi ai camps nel deserto offre la possibilità di soggiornare nel deserto in tende da campeggio vere e proprie, dormire in spiaggia, attraversare il deserto e visitare un accampamento beduino.
Amur è stato molto gentile, simpatico e professionale, fin dalle nostre prime parole ha subito sottolineato la pericolosità del deserto per chi non lo conosce, mai sottovalutare rischi ed insidie che questo ambiente nasconde. 

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6 BUONI AUSPICI PER IL 2020 DAL MONDO



L'anno nuovo è alle porte...usanze, tradizioni o scaramanzie del 31 dicembre sono tantissime e si differenziano tra loro a seconda dei luoghi in cui sono nate. Ognuno ha i suoi riti per cercare di attirare un po' di fortuna, soldi o la realizzazione di qualche sogno nel cassetto, ma c'è da dire che la scaramanzia per il nuovo anno è come l'oroscopo: nessuno ci crede, ma non si può mai sapere! 
Nel mondo le credenze legate a Capodanno sono molto curiose, ora vi svelo le mie preferite...l'anno scorso qualcuna ha funzionato, chissà magari si avvera anche il desiderio di qualcuno di voi! Il mio rito scaramantico per l'inizio del nuovo anno? Mettere la valigia fuori dalla porta e comprare una nuova guida come auspicio di intraprendere numerosi viaggi per l'anno che sta per arrivare. 

  • Se vi aspettate un 2020 ricco di avventure tenete a portata di mano un piccolo trolley e girate portandolo con voi tutto il 31 dicembre, in Colombia così facendo ci si assicura un nuovo anno sempre in movimento.
  • Altra usanza legata all'auspicio di numerosi viaggi per l'anno nuovo arriva dal Messico, dove la notte di San Silvestro si mettono fuori dalla porta valigia e zaino in modo da attirare futuri viaggi. Questo è il rito che seguo da tre anni e che dire...funziona!
  • Lanciatevi letteralmente dalla sedia come fanno alla mezzanotte in Danimarca i danesi per sprigionare energia positiva e scacciare via quella negativa attirando così la buona sorte per il 2020.
  • In Russia è usanza molto diffusa l'ultima notte dell'anno scrivere su bigliettini i propri desideri per il nuovo anno, inzuppare la carta nello spumante e poi bruciare tutto...questo farà avverare i vostri sogni scritti per il 2020.
  • Servono soldi e prosperità? No problem scattata la mezzanotte in Italia quasi tutti mangiano un piatto di lenticchie come rito augurale di prosperità per l'anno che verrà.
  • Vi piace mangiare? In Estonia il giorno di Capodanno si consumano ben sette pasti in modo da assicurarsi abbondanza per l'anno nuovo.

REGALI LAST MINUTE? BISCOTTI SPEZIATI HOMEMADE A COSTO ZERO



Mancano pochi giorni a Natale, ma sicuramente non tutti hanno terminato la corsa ai regali...non disperate con un semplice pensiero e una ricetta facilissima potrete fare bella figura! I biscotti di Natale sono sempre un regalo gradito e se fatti in casa non potranno che essere apprezzatissimi da chi li riceverà. Se siete creativi e vi piace cucinare potrete sbizzarrirvi con le decorazioni, i coloranti e le forme che darete ai vostri biscottini. 


INGREDIENTI:

  • 300 gr farina (io ho usato la tipo 1)
  • 150 gr burro (a temperatura ambiente)
  • 1uovo
  • 100 gr zucchero di canna (integrale nei miei biscotti)
  • 2 cucchiaini di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere

PREPARAZIONE:

  • Inserire in una ciotola gli ingredienti umidi e poi quelli secchi
  • Impastare (o con planetaria/bimby o a mano)
  • Una volta ottenuto un bel panetto compatto avvolgere con pellicola trasparente e riporre in frigorifero per circa 30 minuti
  • Su un piano spazioso stendere l'impasto con l'aiuto del mattarello ottenendo un foglio di circa 5 mm
  • Con le formine (le più indicate secondo me sono gli omini di zenzero) fare pressione sull'impasto, staccare il biscotto e riporre su una teglia foderata con carta forno, eseguiamo questa operazione finché l'impasto non sarà terminato
  • Infornare a forno caldo 180 gradi per 10-15 minuti (capiamo quando i biscotti sono pronti se coloriti leggermente)
  • Lasciare raffreddare e guarnire con glassa, zuccherini e cioccolato!

Nella terza fotografia ci sono i biscotti che ho preparato come regalo per colleghi, amici e parenti. Potete usare per l'imballaggio sacchettini alimentari (i miei di carta erano stati acquistati in stock all' Ikea almeno 5 anni fa) o in graziose scatole di latta...questo unito ad un bigliettino scritto con il cuore renderà i vostri biscotti un regalo che scalderà il cuore e delizierà il palato!

PASSO NEFELGIÙ VAL FORMAZZA



L'escursione al Passo Nefelgiù, 2583 m, è uno dei classici giri della Val Formazza, un sentiero ben segnalato, panoramico e adatto a tutti gli escursionisti! 
Una volta giunti in cima il panorama sulla diga del Vannino vi ripagherà pienamente della fatica (come nella foto). Si tratta di una gita adatta ai vari periodi dell'anno, in primavera e inverno meglio con gli sci d'alpinismo o con delle ciaspole, in estate e in autunno è probabile trovare residui di neve.

La salita in breve:

Partenza: Morasco 1743 m
Dislivello: 840 m
Difficoltà: Escursionistico, in alcuni tratti il terreno è sconnesso, meglio indossare scarponi da trekking e per la discesa consiglio bastoncini.
Accesso: Sponda sinistra diga di Morasco, potete lasciare la macchina al parcheggio collocato sotto il lago.
Tempo: 5h
Punti d'appoggio: Rifugio Bim Se (lo trovate al punto di partenza)

Una volta giunti in prossimità della diga di Morasco imboccate il sentiero sterrato (con sbarra solitamente abbassata) a sinistra, qui troverete le prime indicazioni sul tempo di percorrenza. Dopo circa un'ora di cammino, su un sentiero che vi darà una magnifica vista sul lago di Morasco giungerete all'Alpe Nefelgiù, caratterizzata dalla presenza di alcune baite. Una volta oltrepassata la baita più grande, a destra del pascolo, proseguite entrando nel vallone di Nefelgiù. Io ho scelto questo giro a metà agosto, in una giornata apparentemente soleggiata, ma una volta giunta in prossimità della baite mi sono imbattuta in un piccolo temporale, durato circa 20 minuti. Dopo aver percorso il vallone, su cui il sentiero prosegue con una pendenza minima, vi ritroverete a dover percorrere l'ultimo tratto, che sale rapidamente fino al Passo Nefelgiù. In alcuni tratti ho trovato ancora della neve, in fase di scioglimento, quindi il sentiero era attraversato da piccoli ruscelli che però non hanno ostacolato la mia salita.
Gli ultimi 45 minuti sono in pendenza, su una stradina in cui troverete materiale sassoso, resti di frane e smottamenti, ma una volta arrivati in cima al passo potrete osservare un panorama a 360 gradi che vi permetterà di riconoscere le vette più famose della Val Formazza. Per la discesa potete decidere se percorrere nuovamente il sentiero della risalita oppure potete scendere verso l'alpe Vannino, tornando in direzione Valdo (punto in cui vi è la seggiovia del Segersboden) o a Canza. Se scegliete una di queste due opzioni è consigliabile lasciare un'auto qui per poi tornare a Morasco punto di partenza della vostra escursione. 

BREVE STORIA DELL' ALBERO DI NATALE


Come vuole la tradizione in molte case i primi di dicembre si decora l'albero...altri aspettano l'8 per ornare l'abete con balocchi e lucine...ma vi siete mai chiesti quando ebbe inizio l'usanza di avere l'albero di Natale?


Le prime notizie...

Molto probabilmente la consuetudine dell'albero in occasioni festive è nata in ambito pagano: l'abete è una pianta sempreverde e i sacerdoti celti fecero di questo albero un simbolo di vita onorandolo durante le cerimonie.
Anche i Romani alle calende di gennaio erano soliti regalare un rametto, di una pianta sempreverde, come auspicio di buona fortuna.
L'idea dell'abete come rappresentazione della vita eterna venne ripresa dai cristiani che lo trasformarono in uno dei molti simboli legati a Cristo. 
Nel corso dei secoli le leggende attorno all'albero di Natale sono state molto numerose e fantasiose, così come le teorie sulla scelta della pianta. L'abete fu voluto dai Cristiani fra tutti gli altri sempreverdi per la forma triangolare: una chiara rappresentazione della Santa Trinità. 

...notizie più recenti

In Estonia i documenti riportano che già dal 1441 si erigeva un abete nella piazza del municipio, attorno all'albero donne e uomini non sposati danzavano alla ricerca della propria anima gemella.
L'albero di Natale così come lo conosciamo oggi apparve invece per la prima volta in Germania, nel 1611, grazie alla Duchessa di Brieg. Secondo la leggenda la nobildonna aveva già fatto decorare il suo castello per festeggiare il Natale, quando ad un certo punto si accorse che in una delle sale era rimasto un angolo completamente vuoto. Per questo motivo la duchessa ordinò che dal giardino del castello venisse reciso e trapiantato un abete, per essere poi portato in un vaso in quell'angolo spoglio della sala.
In Francia, nel 1840, un'altra donna, la duchessa d'Orleans, fece addobbare il primo abete di Natale. I cattolici però a seguito della riforma di Lutero iniziarono a considerare protestante l'usanza di decorare l'abete per celebrare le festività natalizie.


La leggenda più bella...

...narra di un taglialegna che, di rientro a casa dopo una lunga e faticosa giornata a tagliare la legna nel bosco, in una gelida notte di dicembre, si trovò di fronte ad uno spettacolo che lo lasciò senza parole: la luce della luna si rispecchiava facendo risplendere i rami di un pino completamente ghiacciato ed anche le stelle si riflettevano luminose in essi! L'uomo rimase talmente colpito ed estasiato da questa visione che cercò di riprodurre qualcosa di simile per la moglie, che in quel momento lo aspettava a casa. Il taglialegna abilissimo nel suo mestiere decise così di recidere un piccolo pino, lo decorò con candeline e nastri bianchi, per tentare di rievocare lo spettacolo che aveva ammirato grazie al pino gelato e lo portò a casa. L'albero, tanto bello quanto candido, piacque molto a tutti gli abitanti del piccolo paese in cui abitava la coppia, grandi e piccini ne furono talmente entusiasti che decisero che da quel momento in poi ognuno ne avrebbe decorato uno nelle proprie case.

La commercializzazione dell'albero di Natale

I primi pini furono venduti in America, a New York a partire dal 1850, provocando enormi disastri nelle foreste da cui venivano recisi; l'allora presidente Theodore Roosevelt cercò di limitare i danni dell'azione di disboscamento natalizio e si rifiutò di decorare la Casa Bianca con alberi di Natale.
Per cercare di tutelare boschi e foreste, che in inverno erano sempre più spogli, dal 1880 in Germania si iniziarono a produrre i primi alberi di Natale artificiali, con due importanti vantaggi: la salvaguardia delle zone verdi dall'azione di disboscamento e una maggiore resistenza al peso di balocchi e addobbi rispetto ai veri abeti. 


Qualunque sia la vera storia della diffusione della tradizione dell'albero di Natale ciò su cui tutte le fonti concordano è che porta con se' magia, gioia e festosità.

FIKA TIME



FIKA termine svedese che non può essere tradotto con una corrispondente parola italiana, ma che si riferisce ad un tipico rituale da spendere con amici, colleghi di lavoro o famigliari. E' un momento di pausa, di evasione e di stacco, da compiere sorseggiando un caffè, una tisana o un tè caldo e sgranocchiando un dolcetto. 


FIKA è un verbo, un sostantivo  e un tipico modo di vivere degli svedesi. 

La parola fika ovviamente ben si presta a facile ironia, ma in Svezia rappresenta una tradizione profondamente radicata nella cultura del paese, è forse uno dei componenti nordici più conosciuti per ridurre lo stress lavorativo.
Fika deriva dal vocabolo kaffe ed indica una sorta di pausa caffè che però si discosta molto dal nostro immaginario di break (al bancone di un bar o davanti ad una macchinetta).
Questa interruzione dai ritmi lavorativi si ripete più volte al giorno, alle ore 10:00 e 15:00 il break è obbligatorio, ma possono esserci anche più pause oltre alle due principali. Quando la fika avviene sul posto di lavoro ci si mette comodi con i propri colleghi per rilassarsi, chiacchierare e ossigenare un po' il cervello.
La famosa pausa svedese secondo molti studiosi non è un momento per bighellonare, ma un vero e proprio momento di scambio, socializzazione e confronto, incrementando la produttività, per questo motivo in Svezia molte aziende l'hanno resa un momento necessario all'interno della giornata lavorativa dei dipendenti. Fare fika oltre a sorseggiare una bevanda calda implica anche consumare un dolcetto, in particolare biscotti, torte, snack, frutta secca o i buonissimi panini allo zafferano.
Secondo la tradizione svedese nel XIX secolo  la fika era molto viva tra gli anziani, in occasione di riunioni e visite a casa agli ospiti si dovevano offrire almeno sette tipi di torte , panini o snacks da accompagnare al caffè. Con il passare del tempo la fika si è sempre più diffusa negli ambienti di lavoro pubblici e privati, diventando un importante momento di socializzazione con i colleghi.

LAGO DI RESIA...ESISTE DAVVERO!!



...la leggenda narra che in certi giorni ancora oggi si possano udire le campane del campanile risuonare dal fondo del lago... 

  • Lunghezza: 6,5 km
  • Larghezza: 1 km
  • Capacità: 120.000.000 metri cubi


Dove si trova?

Il Lago di Resia si colloca nella parte occidentale dell'Alto Adige, a Curon Venosta (in provincia di Bolzano), nei pressi del Passo di Resia, quasi al confine con l'Austria. Il bacino alpino è situato ad un'altezza di 1498 m s.l.m. .

Curiosità sul nome...

In tedesco il lago è noto come Rechensee. Nel 1300 le notizie che giungono fino a noi ci riferiscono che esso veniva chiamato Seen auf der Malserhaide, dal 1770 inizia a diffondersi la denominazione Rescher See.

...un po' di storia

Chi si trova a dover transitare dal Passo di Resia o decide di venire a visitare il lago rimane subito colpito da un particolare: il campanile che spunta dalle acque! Fino al 1948 in questa zona c'erano due piccoli laghi il Lago di Resia e il Lago di Curon, divisi tra loro da un enorme spazio verde. Allora come oggi l'intero paesaggio è dominato dal massiccio dell'Ortles. 
Dove oggi si innalza il campanile, sorgeva un tempo l'antico paese di Curon; gli abitanti del piccolo borgo alpino erano circa 670 e vivevano grazie ad un'economia prevalentemente agricola completata dall'allevamento di bestiame.
Nel 1920 a seguito dell'annessione dell'Alto Adige all'Italia vengono avviate le pratiche per la costruzione di una centrale idroelettrica a Sluderno e per creare un invaso nella zona di Resia e Curon attraverso il quale il livello dell'acqua sarebbe stato innalzato di circa 5 metri. L'autorizzazione venne concessa, ma non fu mai presentato un progetto di esecuzione.
La concessione fu comprata dalla Società per l'Energia Elettrica Montecatini; nel 1939 da Roma si autorizzò un progetto che conteneva una variazione: il livello dell'acqua avrebbe dovuto essere innalzato di 22 metri, non 5 come previsto in origine. La modifica fu esposta nell'albo comunale, ma in lingua italiana (non compresa e parlata da tutti che prediligevano lingue e dialetti tedeschi) e venne  presentata in maniera confusa insieme ad altre deliberazioni, così non venne prestata l'attenzione che meritava. A otto giorni dalla pubblicazione il segretario comunale annunciò l'attuazione del progetto ottenendo l'espropriazione dell'intero paese. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale ritardò l'inizio dei lavori, anche se nel frattempo si diede inizio alla confisca dei terreni privati con una svalutazione quasi totale del prezzo di mercato.
Gli abitanti del vecchio paese ricevettero un risarcimento calcolato in metri cubi, senza poter sollevare alcuna obiezione; inoltre il denaro a causa del conflitto subì un'ulteriore svalutazione. L'espropriazione interessò 700 ettari di terreno agricolo! L'unica speranza di potersi opporre della popolazione fu l'appoggio dell'esercito di occupazione tedesca aspettativa elusa dopo la fine della guerra.
I lavori di costruzione furono annunciati nel 1947, ma nonostante le perizie dei geologi sottolinearono l'impossibilità di sostenere la pressione di 120 metri cubi di acqua le prime operazioni presero inizio. Tutti si adoperarono per evitare l'avvio dei lavori, il parroco di Curon e il vescovo di Bressanone si rivolsero anche al Papa, ma tutto fu invano. Per cercare di venire incontro agli abitanti disperati si procedette solo ad una rivalutazione degli immobili. 

Creazione del lago artificiale

Il 1 agosto 1949 furono serrate le chiuse dei due laghi già esistenti per iniziare una parte del nuovo invaso, in un anno il livello dell'acqua aumentò di 11 metri. Una parte del paese di Resia fu inondata, l'acqua giunse anche vicino a Curon provocando negli abitanti indignazione dato che con questa azione si testava la resistenza della diga. Nell'inverno tra il '49 a il '50 gli abitanti di Curon rimasero nelle loro case, poi dovettero decidere se insediarsi sul pendio del loro amato paese o trasferirsi altrove con il risarcimento forzato che avevano ottenuto. Solo 35 famiglie con molto coraggio rimasero.
Nel maggio del 1950 furono riesumate le salme dal vecchio paese di Curon e riposte nel nuovo cimitero (che oggi si può vedere sulla collina di Sant'Anna). I paesani abbandonarono con molta difficoltà le case, averi e ricordi, molti rimasero nelle loro abitazioni finché il livello dell'acqua non giunse al primo piano, poi si trasferirono nelle soffitte ed infine tutti furono obbligati ad evacuare. 
Il 16 luglio 1950 le campane della chiesa suonarono per l'ultima volta alle ore 20:00 dopodiché furono tolte dal campanile. Nei giorni successivi si tentò di abbattere la chiesa risalente al 1800 con cariche esplosive, ma senza riuscirvi subito. Il campanile venne risparmiato dalla demolizione grazie alle leggi sulla tutela delle Belle Arti.

Il campanile

Il campanile della chiesa risale al 1357, una testimonianza molto antica dell' architettura sacra del piccolo borgo cancellato dalla costruzione del lago. Oggi la torre campanaria rimane ferma e immobile, innalzandosi dalle acque, una muta testimonianza della triste sorte di un paese completamente cancellato. 
In una giornata uggiosa come quella in cui ho visitato io il lago il campanile sembra quasi esprimere i lamenti e le grida disperate di chi non voleva separarsi dalla sua abitazione. 
Osservatelo in silenzio, abbiate rispetto per un luogo dal passato molto doloroso, ma cercare di immaginare come poteva essere la vita di quel borgo sorto in un luogo così incantevole. 

Quando sono andata a Resia? 

Ho fatto tappa a Resia durante un weekend trentino trascorso a Bolzano i primi di settembre 2017. Il clima come potete notare dalla foto non era dei migliori, pioggia, nebbia e freddo, le condizioni che meglio si accompagnano secondo me alla storia del luogo. Ho visto sul web molte foto del Lago di Resia ghiacciato e forse l'inverno e il freddo lo rendono un posto ancor più affascinante, misterioso e quasi leggendario. 
Con la macchina potete arrivare direttamente di fronte al campanile, ma se doveste raggiungere la località in primavera o in estate ho notato alcuni percorsi escursionistici facili per avere una visione del lago da vari punti di vista e con una visuale sopraelevata!


PICCOLO DOCUMENTARIO STORICO: https://www.youtube.com/watch?v=NS8IVNMFfVg

DOVE HO TROVATO LE INFORMAZIONI STORICHE?

In un bar vicino al parcheggio vendevano a 3 euro un piccolo opuscolo che ripercorre la storia del Lago di Resia "Il campanile e il suo passato" E. G. Kollemann.


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STOCCOLMA...LA CAPITALE DEL NATALE


Stoccolma in breve: otto informazioni utili


  1. Paese: Svezia
  2. Monete: corona svedese (1 euro=10 corone)
  3. Lingua: svedese, inglese parlato e compreso da tutti
  4. Documenti: carta d'identità valida o passaporto in corso di validità per i cittadini italiani
  5. Ora: stessa dell'Italia
  6. Sito per info turistiche  
  7. Bancomat e carte: bancomat sono diffusi ovunque, con le carte è possibile fare acquisti persino in panetteria
  8. Dall'aeroporto: i voli low cost atterrano in genere ad Arlanda, 42 km dal centro città, i collegamenti sono garantiti con qualsiasi condizione meteo (al mio arrivo nevicava) e sono molto frequenti nell'arco della giornata. Con il bus ho impiegato circa 20 minuti.


Stoccolma è la capitale della Svezia, situata nella penisola scandinava, sorge su un arcipelago situato sul Mar Baltico che comprende 14 isole, tra una e l'altra è possibile fare tour e gite in barca o spostarsi semplicemente con i numerosi traghetti. Come molti di voi avranno potuto intuire dai precedenti contributi che ho pubblicato sulle usanze nordiche amo molto questi paesi, sia per il loro modo di vivere, che per il cibo e i paesaggi che regalano. Lo scorso anno non smentendomi ho deciso di visitare questa città a dicembre con il coinvolgente clima natalizio che la contraddistingue, dal 16 al 19, dopo aver trovato un buon volo a circa 100 euro con Easyjet.  La stagione invernale in Svezia è molto rigida, le temperature scendono sotto lo zero e le ore giornaliere di luce sono davvero poche, ma l'atmosfera che l'inverno regala vi farà dimenticare il gelo e gli strati di abbigliamento tecnico che avete addosso per sfuggire alla morsa del freddo. 

DAY 1 Skansen- museo del Vasa

Il primo giorno, poco dopo l'arrivo nella città, visto il meteo non troppo clemente per i giorni successivi ho deciso di andare subito a Skansen.  
Lo Skansen è un enorme museo all'aperto, uno dei principali punti di interesse della città, chiunque è stato a Stoccolma decide di venire a farvi un giro. Si colloca a fianco di una collina in una vasta area verde (in occasione della mia visita era tutto innevato), l'intento di Skansen è quello di ripercorrere il passato svedese tramite costruzioni, edifici tradizionali, capanni e tipiche abitazioni, inoltre sono presenti esemplari di fauna locale tra cui alci, lupi, renne ed orsi. L'ingresso è a pagamento, ma ne vale sicuramente la pena, osservare specie rare a pochi metri di distanza è davvero un'emozione difficile da provare altrove. All'interno di uno degli edifici è stata collocata la bottega del vetraio: entrando si possono ammirare le forme elaborate da masse di vetro incandescente, la temperatura del forno è di 1130 gradi! 
Oltre alla bottega del soffiatore di vetro in alcune recuperate ci sono anche una panetteria, attualmente ancora in attività, un ufficio postale, una banca, un orto botanico, una vecchia scuola, un'officina, un orto botanico, la residenza di Hazelius, capanni da giardino, un campo sami, un orto comunitario tutt'oggi in funzione e una villa padronale. Nella piazzetta principale a Skansen in occasione del Natale vengono allestiti piccoli mercatini all'aperto. Tutti i giorni i palchi vengono animati con attività folkloristiche e da comparse in costumi storici.
Non lontano da Skansen è il Vasamuseet uno spazio in cui è custodito la celebre nave da guerra Vasa. L 'imbarcazione lunga 69 metri e alta quasi 49 fu nel 1628 motivo di orgoglio per la corona svedese, ma dopo pochi minuti dalla messa in acqua a causa della sua mole la barca si rovesciò trascinando con sé molte delle persone che erano a bordo. Nel percorso museale viene illustrato il complicato lavoro di recupero e restauro del Vasa inquadrandone il contesto storico. 
Con una lunga passeggiata dal Vasamuseet fino alla stazione centrale dei treni (zona in cui si trovava l'albergo) ho attraversato alcune delle vie principali della città, sempre con il naso all'insù per sbirciare le stelle di natale e i candelabri svedesi posizionati alle finestre delle case. Nonostante la neve avesse iniziato a scendere leggera ricordo che in me sentivo una sensazione di calore e felicità!

DAY 2 Gamla Stan- Södermalm

Gamla Stan rappresenta il cuore di Stoccolma, il centro storico e geografico. Dalle vie tortuose e acciottolate sorgono imponenti chiese rinascimentali, palazzi in stile barocco e piazzette medievali; gli edifici dalle forme particolarissime hanno colori pastello delicatissimi e sono decorati da luce fioca, come se fossero rimasti in un imprecisato tempo passato. In questo quartiere le gallerie d'arte, i negozi di souvenir, ristoranti e locali sono in ogni angolo, così come gli scorci che vi imporranno una "sosta fotografia" ogni due minuti! 
Giusto per ammirarne l'esterno ho fatto una piccola tappa davanti al palazzo Palazzo Reale e a quello del Parlamento Svedese. A Gamla Stan vi è anche il Nobelmuseet, il Museo del Nobel, con un'esposizione che vi porta alla scoperta del celebre premio tramite allestimenti, cortometraggi  e interviste a personaggi illustri.
Una pausa per scaldarvi le mani con un infuso speziato e per ritemprarvi con una kanelbulle è d'obbligo in uno dei tanti caffè che animano il quartiere.
Dopo una mattinata spesa a gironzolare nel quartiere di Gamla Stan ho deciso di trascorrere il pomeriggio a Södermalm, l'isola più meridionale di Stoccolma che ospita moltissimi negozi di vestiti di seconda mano (ho trovato uno splendido colbacco di pelo sintetico a soli 4 euro) e da cui si può godere di una prospettiva a 360° sullo skyline cittadino. In questa parte di Stoccolma la vita notturna è molto viva, qui si trovano i locali più trendy! Una tappa immancabile a Södermalm è il Fotografiska un elegante museo dedicato agli appassionati, qui vengono organizzati anche prestigiosi corsi di fotografia e si tengono molte manifestazioni culturali. Il sobborgo di Söder essendo molto frequentato da artisti ha un aspetto molto bohémien: gallerie d'arte, librerie, bar con musica dal vivo, tea room ed elegantissimi spazi di design si intervallano tra loro nelle viuzze in cui tutto sembra quel qualcosa in più rispetto al resto della città.


DAY 3 Östermalm- shopping time

L'ultimo giorno ho deciso di visitare le ultime cose che mi interessavano e di dedicarmi allo shopping! 
Ad Östermalm si trovano due eccellenti musei: Historiska Museet e Kungliga Biblioteket. La prima struttura custodisce la collezione storica nazionale, slitte risalenti all'Età del Ferro, un'imbarcazione vichinga e manufatti rinascimentali; l'esposizione abbraccia quasi 10 mila anni di storia e cultura svedese, è un must se siete appassionati della materia. La biblioteca è collocata in una zona verde, all'interno troverete una copia di ogni testo edito in Svezia a partire dal 1661.
Ovviamente lo shopping è un'attività che non può certo mancare nei viaggi...a Stoccolma vi imbatterete spesso in un negozietto che si chiama Lagerhous un negozio di articoli per la casa, ma soprattutto con candele dai profumi più disparati. Penso di essere entrata in tutti i Lagerhous della città! Le candele sono state l'acquisto migliore, hanno un'ottima profumazione e costano pochissimo, ma ho fatto scorta anche di prodotti di cartoleria molto particolari. Come anticipato prima nel quartiere Söder troverete molti negozi di abbigliamento di seconda mano, se vi piace il genere vintage dovete entrare e "spulciare" all'interno, purtroppo avendo con me solo il bagaglio a mano ho dovuto trattenermi, ma i pezzi che avrei potuto portare a casa a prezzi davvero ridicoli sarebbero stati tantissimi!

Conoscete il design svedese?

Sicuramente tutti sanno che l'Ikea è svedese e dopo qualche ora spesa a gironzolare per Stoccolma vi renderete conto che la città è come un museo di design contemporaneo vivente. Tutto ha stile, nulla è ordinario, qualsiasi oggetto della vita quotidiana è un esempio di stile e innovazione...insomma i tratti distintivi del popolo svedese sono eleganza, innovazione e cura dei particolari in cui un ruolo molto importante giocano la natura e l'artigianato.
Per osservare ed immergersi nel design svedese basta scegliere di girare a piedi per le vie di Stoccolma mantenendo gli occhi vigili e ben aperti, non dovete lasciarvi sfuggire nessun dettaglio! Molti negozi e catene con punti vendita sparsi per la città vi consentiranno di vedere da vicino gli oggetti con cui gli svedesi riempiono e decorano le loro case.

Cucina svedese

La cucina tradizionale si basa su ingredienti semplici, comuni e di facile reperibilità. Le polpette svedesi sono uno dei piatti maggiormente conosciuti, tra le altre specialità c'è l'husmanskost, piatto a base di pesce e patate con preparazioni diverse a seconda della varietà ittica con cui si cucina o il pytt un pasticcio di carne e patate servito con rape a fette e sormontato da un uovo fritto.
In Svezia il brunch si chiama Smörgåsbord un vero e proprio pasto a buffet che viene organizzato soprattutto durante le festività invernali. Il glögg infine è una bevanda tipica del periodo natalizio, calda e super speziata si consuma insieme a mandorle secche, nel nostro albergo era disponibile gratuitamente in enormi bollitori da accompagnare con biscotti allo zenzero.

Stoccolma in breve consigli di una vagabionda

Panini allo zafferano: durante il vostro soggiorno a Stoccolma non potete non assaggiare i panini allo zafferano, un dolce squisito e leggero che ho scelto più volte per il break pomeridiano con un buon tea caldo. I migliori panini allo zafferano da me testati sono stati quelli a Skansen, all'interno del parco c'è un piccolo ma delizioso locale in cui i camerieri vi serviranno con costumi tipici.


Kanelbulle: la maggior parte delle mie colazioni sono state a base di cappuccio e kanelbulle, nota anche come cinnamon rolls, un rotolino lievitato alla cannella con zuccherini. E' un dolce nato in Svezia negli anni venti del XX secolo, diffuso come prodotto per la colazione o dessert in nord Europa e in America. In Svezia è particolarmente popolare e viene spesso consumato nel fika, la tradizionale pausa caffè con il dolce.


Candelabri svedesi e stelle di Natale luminose: in occasione del Natale le finestre delle case vengono decorate con luci davvero fantasiose, dalle forme più strane, ma tutte tese a dare quel senso di calore e di dolce benessere che le abitazioni svedesi vogliono infondere a chi le abita e a chi da fuori le osserva. I candelabri insieme alle stelle di carta sono le due forme luminose che non mancano mai in case, uffici e negozi. 
Se queste forme di decorazione vi interessano le trovate anche nei negozi  Ikea in Italia.


Respirate ed osservate la hygge che vi circonda: come anticipato in un precedente articolo in Svezia ci si riferisce ad essa con il termine lagom. La felicità e la semplicità degli svedesi si farà percepire nelle piccole cose, le luci, i profumi e i sapori che proverete a Stoccolma vi infonderanno un profondo senso di hygge, stimoleranno in voi la voglia di leggere un libro osservando dalla finestra il cadere dei fiocchi di neve, vi faranno fare un abuso sconsiderato di tisane e vi porteranno semplicemente ad apprezzare di più le cose e i gesti della vita di tutti i giorni!





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