PRIMO VIAGGIO DOPO IL LOCKDOWN: WEEKEND NELLE MARCHE


Per molti mesi, durante il lockdown, ho sognato di prendere la macchina, macinare chilometri, camminare, respirare l'aria di mare, bagnare i piedi nell'acqua salata e più semplicemente vedere posti...Quasi non mi sembrava vero che il momento di tornare a viaggiare fosse arrivato davvero!
Ho scelto di trascorrere un weekend lungo, da giovedì a domenica, nelle Marche, regione che non conoscevo bene se non per qualche località balneare in cui ho trascorso le vacanze da piccola. 

Le Marche una regione tutta da scoprire...

Ovviamente in quattro giorni non si può certo pensare di poter visitare una zona così ricca, ma con una buona programmazione prima di partire sono riuscita a stendere un itinerario completo!
Il territorio marchigiano è davvero sorprendente: ricco di piccoli borghi, città d'arte, mare con acqua cristallina e montagne che nulla hanno da invidiare ai rilievi più alti. Una delle caratteristiche del fascino delle Marche è dato dal fatto di essere ancora una regione in parte sconosciuta dai turisti, forse anche a causa della pandemia non ancora del tutto debellata, questo ha consentito di visitare alcuni luoghi in quasi totale solitudine respirando l'atmosfera dei tempi che furono. 
Come sempre prima di un viaggio mi piace informarmi sulla storia della meta in cui voglio recarmi e nelle Marche i principali luoghi d'interesse sono stati il risultato di stratificazioni culturali e di mix che hanno avuto luogo nel corso dei secoli, con i piceni prima e con i romani poi.
Oltre a cultura e natura un aspetto da non trascurare assolutamente è quello gastronomico ed anche in questo campo le Marche hanno davvero molti punti di forza! Nella zona costiera si possono gustare i tipici sapori dell'Adriatico mentre nell'entroterra l'enogastronomia soddisfa anche i palati più esigenti.
Dai pochi giorni trascorsi tra colline e relax in spiaggia ho capito che questa regione dell'Italia centrale ha moltissime sfaccettature come del resto lo sono i marchigiani inizialmente schivi, ma persone toste, generose e "caciarone". 

DAY 1 Numana

Il primo giorno, dopo aver viaggiato in macchina per circa sei ore, io e mia sorella (compagna di viaggio di questo weekend) ci siamo letteralmente fiondate in spiaggia! Abbiamo scelto come base per i nostri spostamenti il piccolo borgo di Numana, quindi la prima spiaggia in cui ci siamo letteralmente arenate è stata la Spiaggia del Frate. Questa parte di Adriatico è un vero e proprio angolo di paradiso immerso tra il verde del Monte Conero e la roccia bianca, il mare neanche a dirlo turchese con acqua pulita e cristallina, niente a che vedere con Rimini e Riccione! 
Prima di ritrovarci in spiaggia l'unico timore che frenava la nostra voglia di andare al mare era il solito affollamento che si è soliti trovare nelle spiagge libere, ma la situazione ben gestita dal comune era perfettamente sotto controllo con distanziamento di sicurezza obbligatorio regolato dalla presenza di pali in legno vicino a cui bisognava stendere asciugamani e sorveglianza da parte dei bagnini. 
Dopo qualche ora di relax in riva al mare abbiamo visitato Numana, non vi occorrerà molto tempo dato che il centro è davvero piccolo! La Costarella, attrazione pittoresca di questa località, è una stradina interamente gradinata lunga qualche centinaio di metri e con una discreta pendenza, costeggiata da tipiche case in pietra e tanto verde in vasi, collega l'accesso meridionale del paese alla Torre del Pincio (in realtà un arco che in passato faceva parte di un punto di avvistamento di epoca romana). Il tramonto sul porto da qui offre colori stupendi e nella piazzetta su cui si erge l'arco troverete molti locali in cui fare aperitivo o cenare con vista mare.
Purtroppo visto il difficile periodo che l'Italia sta attraversando non ho potuto visitare l'area archeologica in cui vi è una tomba picena del IV secolo a.C., la cosiddetta "tomba della regina"per via della ricchezza dei reperti che custodiva al suo interno.
Vi consiglio di passeggiare nei pressi del municipio sul calar della sera le luci, i profumi e l'atmosfera che si respirano sono stati davvero rigeneranti. 

DAY 2 SPIAGGIA DUE SORELLE-OSIMO-SIROLO

Se siete amanti del mare e delle spiagge è d'obbligo un bagno nella bellissima spiaggia Due Sorelle! A mio avviso una delle più belle spiagge che le Marche possano offrire e la più famosa di Sirolo; il mezzo consigliato per accedervi è via mare con partenza dal porticciolo di Numana, ma per i più esperti camminatori c'è il Sentiero del Lupo. In questo periodo la prenotazione del traghetto è obbligatoria per evitare assembramenti, molti senza prenotazione non sono salpati, quindi suggerisco di mandare una mail o di telefonare direttamente i Traghettarori del Conero per prendere accordi su orari partenza e rientro. 
Il trasferimento in traghetto è breve (circa 20 minuti), all'interno e all'esterno dell'imbarcazione sono rispettate tutte le norme di igiene e sicurezza (equipaggio con mascherina, igienizzanti mani ovunque, posti con distanziamento obbligatorio...). Il viaggio è accompagnato da una registrazione che ripercorre la storia di Numana e Sirolo indicando in tempo reale punti della costa; anche il nome della spiaggia viene spiegato dalla guida turistica 2.0: i due imponenti scogli quasi gemelli che emergono dal mare ricordano due sorelle in preghiera orientate verso il monte Conero. La caletta è veramente bella, grazie alle presenze contingentate non era nemmeno sovraffollata come dalle foto che ho visto in rete risalenti ad altri anni quindi ci siamo godute a pieno la bellezza incontaminati di questo luogo, essendo all'interno di una riserva non è consentito fumare o raccogliere sassi e conchiglie. Grazie al fondale composto da sassi bianchi l'acqua assume tonalità di azzurro molto intenso...Attenzione una foto tira l'altra!
Dopo una rigenerante giornata trascorsa al mare e con un colorito decisamente migliore è ora di visitare il borgo di Osimo un elegante insediamento collocato sulle colline e protetto da maestose mura.
Le origini di Osimo sono molto antiche, fu fondato dai Romani che già nel 157 a.C. costruirono un imponente sistema difensivo, durante l'epoca medioevale fu un importante centro politico e militare. Agli inizi del XII secolo diventò libero Comune mentre nel XV secolo subì le signorie di Malatesta di Rimini e di Francesco Sforza poi, fino al 1500 quando tornò sotto influenza pontificia. Il passato di Osimo fu sempre molto prospero e fortunato, per questo nel tempo sono sorti edifici realizzati da famosi architetti del tempo. Presa dalle truppe napoleoniche venne annessa al Regno d'Italia, in tempi più recenti durante l'occupazione nazista di Ancona tutte le attività amministrative del capoluogo vennero trasferite qui, nel luglio 1944 Osimo viene liberata dai partigiani aiutati dai soldati polacchi di stanza nella regione. 
I principali monumenti e punti d'interesse sono collocati nel centro storico della cittadina: Palazzo Comunale, di stampo quattrocentesco ha un'alta Torre Civica risalente al XII secolo, Grotte del Cantinone (che non ho visitato in quanto chiuse), Fonte Magna, Mura Romane, Cattedrale di San Leopardo, Battistero...Insomma piccolo ma ricchissimo questo borgo!
Sirolo non mi ha entusiasmata...E' un tipico paesino di mare! Carino il cosiddetto Piazzale Marino che fa da balcone sull'Adriatico, ma per il resto offre molto di più per le spiagge (Urbani, San Michele, dei Sassi Neri e Due Sorelle).  

DAY 3 PORTO RECANATI-CAMERANO

Vicinissimo al promontorio del Conero una delle spiagge più lunghe e meno affollate è quella di Porto Recanati. Anche qui neanche a dirlo acqua e spiaggia sono pulitissime...Tanto che passeggiando, tra sabato e domenica, mi sono imbattuta in ben quattro stelle marine spiaggiate sul bagnasciuga a causa del mare mosso. Se decidete di rimanere in spiaggia fino a tardi potrete riempirvi gli occhi con il blu profondo del mare e godere delle luci del tramonto leggendo e sorseggiando una birra fresca. 
Come di consueto in orario aperitivo scatta la visita ai borghi! Camerano situato al confine sud-ovest del Parco Naturale del Conero è una vera e propria città sotterranea  che si sviluppa all'interno della collina su cui sorge l'abitato medioevale. L'attrazione principale sono le Grotte, un affascinante e intricato labirinto scavato nell'arenaria nel V secolo a.C.; passeggiare nelle silenti viuzze di Camerano è molto rilassante e si possono trovare molti punti panoramici vista mare e colline con tanto di chioschi e bar in cui poter sorseggiare un rinfrescante bicchiere di bianco locale. 


DAY 4 ANCORA RELAX AL MARE

Dato che la spiaggia di Recanati ci è piaciuta molto abbiamo deciso di spendere le ultime ore di ozio prima di ripartire proprio qui, il luogo perfetto in cui ricaricare le batterie prima della settimana lavorativa che ci aspettava!!

I CONSIGLI DI VAGABIONDA

Campi di grano: scendendo da Osimo ci siamo imbattute in un casale immerso nel verde e affacciato su splendidi campi di grano...Abbiamo parcheggiato la macchina e siamo scese per ammirare le spighe dorate rese ancor più belle dalle luci del tramonto. Se siete fortunati sentirete pochissime macchine e osserverete il calar del sole con il sottofondo di grilli e cicale. Scattate foto rispettando la proprietà privata e soprattutto il campo stesso potrebbe essere frutto di duro lavoro e tanti sacrifici.

Campi di girasoli: tipici del centro Italia costeggiano le strade dirigendosi nell'entroterra, ne abbiamo trovati tantissimi nei dintorni di Porto Recanati in direzione Loreto. Purtroppo molti ancora non erano del tutto sbocciati, ma altri erano già al massimo del loro splendore con fiori altissimi e tonalità di giallo che solo a guardarle mettono di buonumore! Anche qui una tappa e qualche scatto sono d'obbligo...Ma sempre con rispetto!

Un calice di buon vino vista colline: viaggiando verso l'interno in uno dei moltissimi borghi presenti sulle colline potete concedervi una degustazione di vini locali accompagnati da formaggi (o da affettati io non li mangio!). I principali vini bianchi locali sono: Bianchello del Metauro, Falerio dei Colli Ascolani, Passerina di Offida, Pecorino di Offida, Verdicchio di Jesi e Verdicchio di Matelica.

Cena in una buona osteria: Osteria del Poggio è stata una buonissima scoperta! Se siete in cerca di tipicità marchigiane questo è il luogo giusto, il menù è molto vario e segue la stagionalità degli ingredienti ovviamente è accompagnato da una buona selezione di vini locali. Io ho assaggiato i passatelli uno dei pochi piatti senza carne ed erano veramente deliziosi.






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CAMOMILLA ESSICCATA FAI DA TE



La camomilla è una pianta molto diffusa, cresce spontaneamente in natura ed è molto utilizzata in ambiente domestico. Le virtù di questa pianta sono molte, ma i suoi principali utilizzi si legano alle proprietà rilassanti e concilianti il sonno. Quante volte mostrando uno stato d'animo molto agitato ci siamo sentiti dire "Fatti una flebo di camomilla!". 
E'  comune trovare la camomilla vicino a campi incolti, nei prati, su sentieri di campagna o bassa montagna, più in generale su tutti quei terreni che risultano essere molto asciutti.
Si possono trovare tante varianti di camomilla in commercio e oltre a quella selvatica ci sono anche piante coltivate; la differenza tra la classica camomilla in bustina, acquistata al supermercato, rispetto a quella raccolta ed essiccata è davvero sorprendente!


Prepariamo la camomilla essiccata...

Diciamo che questa non è proprio una ricetta, ma più un procedimento che ho letto qualche anno fa in un blog. 
Ovviamente il primo passaggio da fare è di raccogliere la camomilla, la pianta deve essere colta nel pieno della sua fioritura, se scegliete di coltivarla regolatevi a seconda della semina. Cogliete il fiore e parte dello stelo, se si presenta particolarmente impolverata o sporca potete sciacquare il tutto sotto acqua corrente, senza lasciarla in ammollo, dopo aver scolato bene asciugate la camomilla con uno strofinaccio o della carta assorbente. 
Per avere un buon quantitativo di camomilla da conservare raccoglietene almeno 1 kg.

Il secondo passaggio è di disporre la camomilla lavata e asciugata all'interno di un contenitore basso e rivestito di carta assorbente, riponetela all'aria, ma conservate il tutto in un luogo fresco, meglio se buio, finché non sarà secca. 
Per questo step possono volerci 5-10 giorni, tutto dipende dalle condizioni del luogo in cui avviene l'essiccazione; un trucco per abbreviare questa fase è quello di asciugare in forno statico la camomilla a 50-60 gradi...Attenzione a non bruciarla! 

Il terzo ed ultimo passaggio da fare quando la camomilla risulterà ben asciutta è di conservarla in un barattolo con chiusura ermetica, meglio se di vetro, sarà pronta da consumare e si conserverà per lungo tempo. 

Infine per prepararne una tazza basterà prenderne qualche cucchiaino, la quantità varia a seconda delle vostre esigenze, da mettere all'interno di un infusore e lasciare a mollo con acqua calda per qualche minuto, magari addolcendo il tutto con del miele. 


Ricordate che la camomilla è anche un'ottima alleata contro i disturbi della pelle grazie alle sue proprietà lenitive, purificanti ed emollienti e risulta molto indicata come rimedio contro i comuni disturbi dell'organismo.




LAGO DI ANTRONA



Una delle più grandi fortune di vivere in Ossola è che con un viaggio in macchina di pochi minuti si possono raggiungere luoghi immersi nella quiete e nella natura. Soprattutto a fine giornata, dopo il lavoro o lo stress quotidiano, è bello rilassarsi sdraiati in un prato, in riva ad un lago alpino o fare quattro passi per muoversi un po'. Oggi vi voglio far conoscere il famoso Lago di Antrona!


Un lago naturale creatosi nel Seicento..

Questo bacino si è originato a seguito di una frana avvenuta nel luglio 1642. Dalla cima di Pozzuoli si staccarono 12 milioni di metri cubi di rocce che giunsero fino al fondovalle ricoprendolo, questo evento provocò la morte di 95 persone e distrusse 40 edifici del paese di Antrona. Un'altra conseguenza della frana fu il blocco della strada percorsa dal torrente Troncone che si allargò formando il lago. 

Un percorso perfetto per lo slow-trekking!

Il percorso ad anello che si può effettuare in meno di un'ora intorno al lago di Antrona è perfetto per una camminata semplice e rilassante, da fare lentamente osservando lo splendido ambiente naturale in cui il lago ha avuto origine. I segni di frane, eventi che da sempre si sono legati alla storia del lago, sono visibili anche oggi (spesso sono presenti sassi lungo il sentiero). 
Potete decidere di arrivare nei pressi del lago direttamente in macchina, parcheggiando vicino al punto ristoro, oppure partendo dal paese di Antrona Piana, questa seconda opzione vi porterà ad allungare il tempo di percorrenza a 2 ore e mezza. 

Il giro del lago...

Potete effettuare il giro del lago in entrambi i sensi, in senso orario (il giro che ho sempre fatto io) oppure antiorario. Scegliendo la prima inizierete questa piccola escursione su un sentiero sterrato, pianeggiante e di semplice percorrenza. 
Dopo circa 15 minuti di cammino attraverserete un ponte costruito sopra il torrente Troncone, qui potete respirare una leggera brezza data dallo schizzare dell'acqua quando ha una  portata abbondante. Continuando il sentiero inizia a snodarsi tra le rocce, qui è facile trovare qualche sasso caduto, ma sono ostacoli facili da aggirare; il percorso diventa più stretto e inizia una piccola salita. 
Il sentiero vi porterà in poco tempo in una posizione sopraelevata rispetto al lago, dovrete solo ascendere su una ripida scaletta metallica che diventa poi una passerella sospesa, questa permette un passaggio davvero suggestivo all'interno della cascata del Sajont, uno degli elementi visibili appena giunti in prossimità del lago. E' un punto di vista davvero particolare per ammirare il lago, fresco grazie agli schizzi che zampillano dalla cascata e che regala scatti suggestivi! Questo tratto è il più "ostico"se soffrite di vertigini o se non siete amanti dei piccoli strapiombi, è un passaggio sconsigliato in inverno, per via del ghiaccio, o con temporali e forti piogge, poiché potrebbero ingrossare improvvisamente la cascata.
Una volta oltrepassata la cascata il sentiero continua con un andamento a saliscendi, sempre di facile percorrenza fino alla fine del giro, durante l'intero giro troverete sempre cartelli che vi indicano la via. 

Aperitivo vista lago

Lungo il percorso, soprattutto nella prima parte, percorrendo il giro lago in senso orario troverete aree picnic attrezzate con tavoli e panchine, sono perfette per un pranzo al sacco da consumare al sole o sotto l'ombra delle betulle, per un aperitivo serale con le luci del tramonto che si riflettono sulle acque verdi del lago o per una cena al chiaro di luna. Un'idea in più? Prendete una pizza d'asporto al ristorante bar pizzeria La pineta, fanno ottime e particolari pizze napoletane, sedetevi sulla riva del lago o ai tavoli e gustatevi una pizza con vista panoramica! 

LA FORESTA NERA




Dove si trova?

La Foresta Nera, 150 km², è un'area montuosa collocata nella Germania sud-occidentale, più precisamente nel Land Baden-Württemberg; ha una superficie molto estesa e all'interno di questo territorio si uniscono i confini di tre stati: Svizzera, Francia e Germania.

Perché si chiama così?

Come accade per molti luoghi, furono i Romani a dare questo nome così caratteristico alla foresta: in latino, infatti, era denominata Marciana Silva che diventa poi Silva Nigra (foresta nera). Schwarzwald, in tedesco, si ricollega alla principale caratteristica di quest'area boschiva, la fittissima vegetazione composta da alberi di colore verde scuro, così intensa da non lasciar passare i raggi del sole. 

Qualche informazione in più sulle Strasse che ho percorso...

All'interno della Foresta Nera vi è una rete molto estesa di percorsi di trekking (24 000 km!), piste ciclabili e vere e proprie strade da percorrere in macchina; è anche possibile seguire itinerari tematici per tutti i gusti e adeguati a qualsiasi preparazione fisica. La caratteristica principale che maggiormente mi ha colpita di questo territorio è la sua ricchezza a 360 gradi! Viaggiando, sia a piedi che in macchina, sono rimasta sempre a bocca aperta per i paesaggi, i colori, i profumi e i "rumori" che mi si presentavano davanti. Una piacevole sensazione di stupore mi ha accompagnata nei 4 giorni che ho trascorso in questo magico mondo verde. Nella regione anche le piccole cose riescono a sorprendere dalle tradizioni popolari ai piatti tipici. 
La Foresta Nera non è solo verde, sentieri, fauna e trekking, all'interno della sua area vi sono anche magnifici borghi che con le loro linee e materiali sembrano essere rimasti fermi al Medioevo, principale epoca a cui si datano le costruzioni. 
Nelle terre della di questa foresta è possibile anche fare il pieno cultura e birra! Una delle esperienze che mi sento di consigliare è quella delle Brauereierlebnisse, ovvero il tour nelle birrerie! Bevanda tipica della Germania, la birra in questa zona è un vero e proprio stile di vita. Nel borgo di Schwabisch Hall, un remoto angolo nel Baden-Württemberg, è possibile fare tappa in cinque storiche birrerie artigianali in cui vengono offerte ai turisti vere e proprie degustazioni, visite guidate alla scoperta della produzione della bevanda e cene con birre accompagnate dai piatti tedeschi della tradizione. 
Altro particolare itinerario è quello alla scoperta delle terme: BaderStrasse. Percorrendo questa Strasse troverete località accomunate dalla presenza di acque terapeutiche al naturale o centri benessere all'avanguardia, il tutto sempre accompagnato da una vasta offerta della cucina tipica. Anche la Strada degli Orologi, UhrenStrasse, mi ha colpita molto, un percorso ad anello che conduce nelle botteghe degli orologiai, nei musei custodi di orologi da guinness e davanti all'orologio a cucù più grande al mondo. Ultima ma non meno importante è la Strada delle Alture, HochStrasse, un percorso sinuoso con magnifiche vedute e paesini tradizionali tutti da scoprire. 

Freiburg im Brisgovia la cittadina medioevale che più mi ha colpita!

La cittadina di Friburgo è considerata la capitale ecologica della Germania. Ricca di monumenti, chiese e luoghi di interesse storico, ha un'ottima valorizzazione del centro storico, fu da sempre città universitaria. L' antica Università di Friburgo venne fondata nel 1457 ed è una delle più prestigiose di tutta la Germania.
Ciò che passeggiando vi colpirà e incuriosirà di più di Friburgo sono i Bächle, ruscelli, piccoli rivoli di acqua fresca che giunge dalla vicinissima Foresta Nera; oggi sono solo una particolarità della cittadina, ma un tempo erano un'importante risorsa contro gli incendi che si verificavano di frequente. Osservando sempre la pavimentazione sono molto caratteristici e particolari i mosaici che si susseguono lungo i marciapiedi, ogni edificio ha un motivo diverso e i temi fanno riferimento ai nomi delle case o alle attività dei negozi che vi si affacciano. 
Piccola, ma molto moderna e pulsante di vita alla sera! All'imbrunire le luci rendono la città di Friburgo ancor più particolare. La bellezza dei monumenti, come la torre campanaria o la cattedrale, uniti allo scorrere dei Bächle in sottofondo vi farà apprezzare ancor di più le case dai colori pastello e dalle decorazioni curatissime. Se non sapete dove, o meglio cosa mangiare, basterà seguire i molti studenti universitari che la sera si riversano nel centro animando le principali piazze. Ci sono locali che offrono qualsiasi tipologia di pietanza: dal cibo etnico a quello tradizionale, dal vegetariano e vegano alle grill house, dai take away da consumare anche "in giro" agli eleganti ristoranti, insomma trovate un po' di tutto e per tutti i gusti!

Ma che avventura nella Foresta Nera sarebbe senza assaggiare l'omonima torta?

Ci sono molte versioni che narrano la storia di questa buonissima torta, tipico dolce della Foresta Nera da cui ha naturalmente preso il nome. In questa zona sono molto diffusi i ciliegi, frutto con cui la torta viene guarnita, alberi che in passato venivano piantati dalle coppie di sposi appena unite in matrimonio. 
Le leggende popolari narrano che la torta sia stata inventata nel 1915 dal titolare di un cafè, Josef Keller, nel villaggio di Bad Godesberg. La ricetta fece la prima apparizione in un testo di cucina solo negli anni '30 e il dolce raggiunse la popolarità mondiale solo nel secondo dopoguerra. 
Un dessert non troppo leggero dato che la torta foresta nera viene preparata con diversi strati di pan di spagna al cioccolato, panna, ciliegie e la kirschwasser, grappa alle ciliegie, ma impossibile non assaggiarne una fetta! 

Relax sospesa tra gli alberi

Una delle cose che ho maggiormente apprezzato del mio soggiorno nella Foresta Nera è stato l'aver completamente staccato la spina. Quando mi immergo così nella natura mi piace isolarmi, tagliare le comunicazioni con il resto del mondo e cercare di "disintossicarmi" dal telefono.
Nella foresta potete allontanarvi dalla vita urbana scegliendo le aree più lontane dai villaggi, in appositi spazi è possibile accamparsi con la tenda e ci sono anche zone attrezzate per van, camper e roulotte, ma prestate attenzione ai cartelli, le multe sono molto salate se sarete sorpresi a campeggiare dove non è consentito. 
Le sensazioni che ho provato rilassandomi tra gli alberi altissimi, sdraiata sulla mia amaca, compagna fedele dei miei viaggi, sono state davvero molto particolari. L'aria che muove le fronde degli abeti crea un sottofondo sonoro perfetto per praticare yoga e fare meditazione; camminando sul muschio soffice ho percepito le vibrazioni positive del suolo...Insomma tutto ti porta ad essere in perfetta armonia con ciò che ti circonda e in pace con te stesso. 
So che per molti può sembrare impossibile avere percezioni di questo tipo, ma vi assicuro che la Foresta Nera è davvero un luogo magico in cui immergersi soli con i vostri pensieri!

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GIORNATA DELLA TERRA 2020

Ogni anno il 22 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata della Terra. E' giunta alla sua cinquantesima edizione, quest'anno come focus principale e’ stato scelto il delicato tema del cambiamento climatico.


Che cos'è la Giornata della Terra?
Il 22 aprile del 1970 circa 20 milioni di americani scesero in strada, nei campus universitari e nelle piazze per richiamare le istituzioni ad affrontare il tema ambientale e ad inserirlo tra le priorità dell'agenda politica. I movimenti di quell'anno segnarono l'inizio di un evento che sarebbe stato poi istituzionalizzato e quindi celebrato ogni anno da quella data, per celebrare la bellezza della Terra e sensibilizzare alla salvaguardia dell'ambiente. La Giornata della Terra 2020 arriva in un momento molto difficile per il pianeta, ora alle prese con la pandemia di Coronavirus, ma che già all'inizio dell'anno era stato messo a dura prova dagli incendi in Australia e dall'invasione di locuste in Kenya.
Ma intanto come sta la nostra Terra?

Il Coronavirus, che ha costretto la popolazione mondiale a restare chiusa in casa, ha avuto il solo "merito" di ridurre significativamente le emissioni di CO2, come dimostrato da alcune suggestive immagini registrate dai satelliti presenti nello spazio. Unico effetto collaterale positivo di questa pandemia, che però alcuni esperti temono possa essere solo temporaneo. Ecco perché sarebbe ideale approfittare di questa forzata quarantena per documentarsi ed interessarsi alla salvaguardia del nostro amato pianeta, e per reiterare, una volta finiti gli "arresti domiciliari" salvavita, comportamenti corretti che possano contribuire a ripulire ulteriormente la nostra atmosfera.


Per saperne di più...

In occasione del cinquantesimo anniversario della Giornata della Terra, National Geographic ha deciso di omaggiare i suoi spettatori e tutti gli amanti dell’ambiente con una maratona streaming programmata proprio per la giornata del 22 aprile. “Cosa ci dice la Terra” è il titolo di questa importante iniziativa, che dalle 15:00 alle 22:00 vedrà alternarsi sul sito web di National Geographic (e sui portali partner dell’evento).






OMAN: UN PAESE DALL'ANIMA ANTICA


Carta d'identità dell'Oman:

  1. Paese: Sultanato dell'Oman, collocato nella Penisola Arabica.
  2. Moneta: Rial.
  3. Documenti: passaporto, in aggiunta è necessario procurarsi il visto di entrata nel paese. Potete effettuare la procedura un mese prima di partire su internet per un costo di 15/20 euro.
  4. Lingua: arabo, ma si comunica in lingua inglese. 
  5. Ora: 3 ore avanti rispetto all'Italia con l'ora solare, 2 ore avanti con l'ora legale. 
  6. Bancomat e carte: è possibile prelevare presso gli sportelli presenti in ogni grande città con bancomat o carta di credito. Io ho una carta circuito Maestro e non ho mai avuto problemi, se avete con voi contanti ci sono anche agenzie di cambio ufficiali.
  7. Sicurezza: l'Oman è un paese molto sicuro, una delle nazioni con il tasso di criminalità più basso. 
  8. Quando andare: io ho scelto come periodo per la mia visita le vacanze di Natale. Il clima che ho trovato è stato buono, caldo durante il giorno, anche se non eccessivo, fresco la sera. 
  9. Costo della vita: si tratta di un paese a mio avviso ancora non commerciale, quindi la vita ha un costo molto basso. Per esempio per un pranzo o una cena (vegetariani) non ho mai speso più di 3, 4 euro; la benzina tenetevi forte: 0,20 centesimi al litro!
  10. Foto: assicuratevi di non infastidire i locali con mega obiettivi e scatti non autorizzati, in alcuni luoghi (soprattutto sacri) è vietato scattare fotografie.
  11. Internet e wi-fi: nella maggior parte degli alloggi ho trovato la connessione wi-fi, anche se non sempre del tutto efficiente, con il mio operatore telefonico non ho mai attivato i dati in quanto la tariffa a mio avviso non era molto conveniente, ma è possibile farlo con tutti gli operatori italiani. Se non riuscite a fare a meno del telefono o vi serve per lavorare una connessione potete acquistare carte prepagate di operatori locali.

Prima di partire con le tappe del mio roadtrip...

Vorrei darvi qualche informazione in più su questo meraviglioso paese arabo. Quando ero alle prese con la scelta di una meta per le vacanze natalizie tra le molte località consigliate per il periodo l'Oman mi ha subito colpita. 
Il Sultanato dell'Oman (il Sultano regna sul paese Qabus bin Sa'id Al Sa'id ancora in vita a dicembre, ma da poco deceduto) è uno dei paesi più sicuri, tradizionali e ricchi di storia dell'Arabia Saudita. Ciò che fin da subito mi ha entusiasmata è il passato di questo paese: l'antica storia beduina legata al deserto, la tradizione religiosa che si risplende nelle curatissime moschee e la forte componente marinara che ha lasciato in eredità al territorio forti, torri ed edifici sparsi quasi ovunque. 
In Oman ogni angolo è pulsante di vita con profumi, colori, cibo, storia e bellezze naturali! Non aspettatevi di trovare nelle città omanite la vita sfarzosa che c' è nella vicina Dubai, ma al contrario entrerete in contatto con la semplicità, la cortesia, l'orgoglio e la forte identità nazionale di questo popolo ospitale, come conferma anche la sua storia millenaria.  
La maggior parte della superficie dell'Oman è occupata dall'esteso deserto, ma la bellezza di questo paese è data dall'alternarsi di ambienti naturali molto differenti tra loro. I wadi sono sicuramente una delle peculiarità, si tratta di canyon tipici dell'Oman, possono essere più o meno profondi e solitamente alla base scorre un fiume, permanente o presente solo a seguito di precipitazioni. I wadi sono caratterizzati da improvvise alluvioni che possono rivelarsi anche molto pericolose per la loro violenza, come conseguenza della presenza di acqua sono molto rigogliosi di vegetazione e il loro terreno essendo molto fertile viene coltivato. Alcuni wadi sono completamente selvaggi e disabitati, molti invece hanno visto sorgere in essi piccoli villaggi.  
Una delle cose che mi ha maggiormente colpita nel corso del viaggio è il grande attaccamento degli omaniti agli antichi costumi, in particolare mi ha incuriosita molto l'abito tradizionale maschile. Si tratta della dishdasha, una lunga tunica solitamente bianca, ma di colori che vanno dal nocciola al blu, decorata con ricami al collo e sulle maniche. E' un tipico di abbigliamento che ha attraversato i secoli e sicuramente continuerà il suo lungo cammino dato che viene indossato anche dai più giovani; nonostante il taglio lungo della tunica la dishdasha è stata pensata come protezione dal sole. Altro elemento caratteristico dell' outfit omanita è la kumah, una specie di papalina con forma cilindrica ricamata sfoggiata nei colori più disparati (ho notato che molti abbinano la papalina alla tunica); altri preferiscono alla kumah il turbante noto come mussar, noi occidentali lo chiamiamo semplicemente keffiah. Anche le donne hanno un abbigliamento molto curato, come la cultura impone loro non possono scoprire il corpo. Il velo è immancabile, qui viene chiamato lahaf. Nelle grandi città le donne indossano il tipico abito della tradizione saudita l'abaya, di colore nero, lungo e pratico, in famiglia possono fare sfoggio di abiti eleganti e colorati.


DAY 1 MUSCAT   

Dato che il principale aeroporto è situato nella capitale ho iniziato ad esplorare l'Oman dalla sua più grande città: Mascate.  La città è formata da due baie ben protette, con posizione strategica e di origine molto antica; intorno ad una baia nacque Mutrah, il quartiere del suq, attorno all'altra si sviluppò il porto di Muscat definita la "città vecchia". Oggi l'insediamento è molto grande, una vera a proprio metropoli con una zona commerciale e moderni quartieri residenziali e industriali. Con l'amatissimo sultano Qaboos, asceso al trono nel 1970, Muscat è cresciuta soprattutto in lunghezza. 
A Mutrah è d'obbligo un giro nel suq, ma preparatevi qui entrerete in un vortice caotico di venditori, turisti, voci, profumi, colori, scintillii e cibi! E' un luogo molto suggestivo: nei vicoli minori vi sono preziosi in oro e argento, pregiate stoffe, abbigliamento locale, profumi..., mentre nei vicoli principali ovunque troverete oggetti d'uso quotidiano, monili, tessili, pietre e tra i più svariati utensili. Il mio consiglio è di lasciarvi guidare dalla curiosità e dai profumi delle spezie...Avventuratevi senza il timore di perdervi! Se volete acquistare qualsiasi tipo di merce ricordatevi di contrattare il prezzo di partenza.  
Per rilassarvi dopo il caos e il via vai del suq potete passeggiare lungo la baia di Muscat godendovi magari le luci del tramonto sul mare e gustando un frullato al mango (uno dei miei drinks preferiti di tutta la vacanza dato che gli alcolici non sono permessi). 
Un piccolo tour nei dintorni del palazzo del sultano è consigliato, Qasr Al Alam è il nome della residenza, un edificio molto elegante sorvegliato da guardie. 
La vera perla di Muscat è però la Grande Moschea del Sultano Quaboos. Che dire...un vero e proprio gioiello architettonico della cultura religiosa islamica! E' la moschea più grande dell'Oman ed integra in maniera perfetta e armonica gli elementi delle fortezze locali con quelli delle moschee più antiche. Rimarrete colpiti dalle decorazioni delle arcate esterne, dai colori e dai materiali che sono stati utilizzati per la costruzione. E' un vero e proprio piacere camminare a piedi nudi sul fresco marmo dei pavimenti. Giardini perfettamente curati cingono il perimetro della moschea con coloratissimi fiori. Nella grande sala della preghiera, la musalla, spiccano l'enorme lampadario in cristallo swarovski e uno dei più grandi tappeti persiani mai realizzati. L'ingresso ai non musulmani è consentito solo alla mattina (se non ricordo male dalle 8 alle 11), i controlli sono molto fiscali rispetto l'abbigliamento: gli uomini devono indossare pantaloni lunghi e le donne oltre alla gambe devono coprire anche braccia e capo. Io ho noleggiato per un paio di rial una tunica e un velo fuori dall'ingresso alla moschea. 
Oltre ai luoghi di cui vi ho appena parlato a Muscat trovate il mercato del pesce e delle verdure, la baia di Bandar Khayran, la Riyam Road la più antica via di tutto l'Oman, Forte di Mutrah (da cui il tramonto è spettacolare), spiagge e svariati musei.

DAY 2 WAHIBA SANDS

Al deserto ho dedicato un articolo a sé che vi consiglio di leggere "La magia del deserto in Oman". 

DAY 3 IBRA-SUR

Ibra è tra le cittadine più antiche dell'Oman, rappresenta la porta d'ingresso alla regione dello Sharqiya, a sud est di Muscat. E' una piccola città-oasi tra i monti e il deserto delle Wahiba Sands, è infatti un importante centro di rifornimento per i beduini. A Ibra non ho potuto dedicare molto tempo e mi è dispiaciuto non fare un salto al Mercato delle donne. 
Sur, la città più orientale della Penisola Arabica, sorge su un'ampia baia in cui giacciono vecchie navi di legno abbandonate lungo la riva e che la sera per la bassa marea si trovano letteralmente "spiaggiate"sulla sabbia. Qui ho trascorso un paio d'ore di relax sulla spiaggia, anche se il litorale e l'acqua non erano per niente puliti, per poter godere appieno dei meravigliosi colori che il tramonto riserva nella baia. La storia dei Sur, paese di pescatori, è strettamente connessa al mare, nel XVIII e XIX secolo erano oltre 150 le imbarcazioni che salpavano dal porto dirette verso India, Sudest asiatico e Africa. Sur è legata anche all'arte dei suoi falegnami, di cui trovate le botteghe lungo la via principale, opera che potete ammirare passeggiando e osservando gli enormi portoni in legno massiccio intagliati con motivi floreali. 
Con le primi luci della sera Sur diventa davvero suggestiva. Complici il faro che si scorge osservando il panorama dalla spiaggia, le luci del tramonto, i colori del cielo e i suoi abitanti che con i costumi tipici si sono riversati in spiaggia, Sur mi ha regalato emozioni e scatti fantastici! Magicamente le vie della cittadina appena cala il sole si trasformano: deserte e silenti il pomeriggio, brulicanti di vita e rumorose la sera! Per la cena non avrete che l'imbarazzo della scelta, nelle viuzze vicino al mare troverete molti ristorantini di pesce, scegliete quello che vi ispira di più e assaggiate lasciandovi consigliare da camerieri e cuochi. 
Come il tramonto anche l'alba mi ha incantata a Sur, ma osservando il paese da una prospettiva diversa. 

DAY 4 MONTI HAJAR-BAHLA

I Monti Al Hajar rappresentano la principale catena montuosa dell'Oman, si sviluppano per circa 600 km e comprendono vette che superano i tremila metri di altitudine in cui sono sorti terrazzamenti e villaggi incastonati tra le rocce. In quanto amante della montagna non potevo certo lasciarmi sfuggire un simile paesaggio! 
Da Sayq la strada che conduce a questa zona montuosa vede la presenza di un posto di blocco controllato da militari, l'accesso è consentito soltanto a chi è in possesso di un mezzo di trasporto adeguato ovvero un fuoristrada o comunque una macchina con il 4x4. Fortunatamente, dato che la macchina noleggiata era una Mitsubishi Lancer, ho incontrato un ragazzo che come lavoro accompagna i turisti, sprovvisti di un mezzo adeguato, alla scoperta dei Monti Al Hajar. Con una lunga contrattazione e un prezzo finale di 15 euro a testa ho potuto usufruire della sua conoscenza della zona e della sua jeep! Siamo stati portati in luoghi panoramici davvero unici, in angoli nascosti dalla natura incontaminata e in zone in cui sicuramente non saremmo mai arrivati seguendo mappe e guida cartacea. 
Su queste montagne sono presenti moltissimi percorsi di trekking, di difficoltà e lunghezza diversi, ma tutti accomunati da una costante: una visuale a 360 gradi sulle vette che vi riempirà gli occhi. Confesso che questa sfaccettatura del paesaggio omanita mi ha stupita, secondo il mio immaginario l'Oman contava solo mare, spiagge e deserto! Grazie alla nostra simpatica guida (che indossava abito e copricapo tipici anche in alta montagna) abbiamo scoperto molte sfaccettature del popolo omanita, curiosità e soprattutto abbiamo gustato tea e datteri a 2000 metri osservando il Jabal Shams, la montagna del sole, il punto più alto dell'Oman con i suoi 3.075 metri.
Sulla via per Nizwa ho deciso che anche Bahla meritava uno tappa. Molti chiamano questo luogo la "città fantasma", ma non è affatto vero! La parte più antica non è molto frequentata, se non dai turisti, ma il resto della città è animata dall'atmosfera caotica del suq, dal vociare delle aste di bestiame e dai rumori tipici delle botteghe di fabbri, calzolai e ceramisti. 
La fama di Bahla si lega soprattutto al suo Hisn Tamah, dichiarato dall' Unesco Patrimonio dell'Umanità. Le linee delle costruzioni di cui si compone ne rivelano l'antichità: le fondamenta infatti risalgono all'epoca preislamica; essendo stato più volte sede di governo Hisn Tamah è stato ampliato più volte nel corso dei secoli. In questo luogo di grande interesse archeologico potete vedere l'interno di una moschea risalente al XIV secolo. Anche la moschea di Bahla merita una visita da fuori, meglio se con le luci del tramonto. 

DAY 5 NIZWA- BARKA'

Nizwa, anche se diventata ormai una moderna cittadina, conserva ancora il fascino dell'antichità. La posizione di questo insediamento è strategica: lungo le principali rotte commerciali del paese, è per questo che molti regnanti scelsero Nizwa come sede. Le leggende narrano che fu qui che nel VII secolo i re della dinastia Al Jolanda ricevette la lettera del profeta Maometto che li invitava a convertirsi all'Islam; fu da Nizwa che l'ibadismo (una corrente dell'Islam) si diffuse in tutto l'Oman e le vie della città iniziarono ad essere percorse da poeti, eruditi e scrittori. 
L'attrazione principale di Nizwa è sicuramente il suo splendido forte. Venne eretto in soli dodici anni a partire dal 1650, è il forte più grande di tutto il paese ed è l'unico che conserva una torre alta ben 40 metri e larga altrettanti, in passato durante gli attacchi veniva riempita di terra per metà in modo da evitarne il crollo in caso di attacco nemico con cannoni. Le zone residenziali costruite intorno alla torre risalgono al IX secolo e ospitano al al loro interno un interessante museo civico, che approfondisce vari aspetti della vita degli antichi in questa zona e i costumi. Passeggiando tra i saliscendi del forte, inutile dirlo, ma come sempre in Oman al tramonto l'atmosfera e i colori che si accendono vi lasceranno senza parole, potete osservare da un'insolita prospettiva "rialzata" la Moschea del Sultano Qaboos di Nizwa. Questo edificio religioso non ha niente a che vedere con l'omonima moschea di Muscat, ma la cupola dai colori neutri e la semplicità delle linee mi hanno molto colpita. 
Anche a Nizwa è presente il suq, molto più tranquillo e piccolo rispetto quello di Mascate, ma sicuramente da visitare! Una speciale zona del suq è dedicata alla degustazione gratuita di datteri, i venditori saranno lieti di spiegarvi le differenze tra le varie tipologie di dattero e offrirvi un assaggio delle loro merci. Sui banchi vi perderete tra spezie, ortaggi, frutta, datteri, prodotti da forno dolci e salati, ma una zona molto interessante è dedicata alla vendita di oggettistica in terracotta e vetro. Ho preferito questo suq rispetto al primo visitato, i prezzi mi sono sembrati più vantaggiosi e le merci esposte molto meno commerciali, ho acquistato proprio qui la mia scorta di datteri e uno sciroppo di datteri che ho usato come cremina per i pancakes una volta giunta a casa. Il venerdì a Nizwa si svolge in una piazza vicino alle mura cittadine l'asta del bestiame, ma ahimè la mia visita è stata di sabato quindi me la sono persa!
Barka' è stata un'altra tappa marina, ma anche qui mare e spiaggia non erano per niente puliti. La cittadina non è diversa rispetto le altre località situate sulla costa, ma la sua particolarità è che qui si produce un l'halwa, un dolce molto famoso che dai laboratori delle pasticcerie di Barka' viaggia dal Kuwait fino al Qatar!
Anche qui c' è una fortezza, vicino alla spiaggia, all'interno si trovano pannelli che narrano la storia di questa regione e non molto distante vi è il mercato del pesce. L'asta del pesce si svolge prima delle 10 di mattina e vede gli acquirenti fare a gara per accaparrarsi grossi tonni e pesci appena pescati. 
Rilassatevi camminando sul litorale e raccogliete qualche conchiglia come souvenir, hanno delle forme davvero particolari. 

DAY 6 DI NUOVO A MUSCAT      

L'ultimo giorno, dato che il volo ripartiva dalla capitale, ho "finito di vedere" ciò che non avevo visitato il primo giorno nei dintorni di Mascate, come la Dolina  carsica di Bimmah e ho fatto un'ultima capatina al suq per alcune compere prima della partenza (giusto perché avevo ancora qualche cm di spazio nello zaino!!)Devo dire che la dolina non è stata facile da trovare, o meglio, mi ero convinta che si trovasse in qualche sentiero remoto e sperduto, invece è all'interno di un parco semplicissimo trovare e ben segnalato da cartelli stradali! Le origini di questo luogo sono avvolte dalla leggenda e dal mistero: si narra che la pozza sia stata originata dalla caduta di un meteorite. Anche i geologi non sono ancora riusciti a trovare una spiegazione che ne giustifichi l'origine, secondo alcuni studiosi la cavità sarebbe stata creata da un cedimento naturale del terreno, ma gli abitanti dei paesi circostanti sono convinti che sotto ci sia la casa del diavolo. Sembrerebbe che lo specchio  d'acqua sia collegato al mare da un tunnel, il che può spiegare il fantastico colore dell'acqua che a seconda della luce varia dal verde all'azzurro.  Si tratta di un luogo molto turistico, preso d'assalto a quasi tutte le ore, ma una sosta la merita sicuramente...soprattutto dopo la fatica fatta per trovare la dolina!!  


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MUFFINS QUASI VEGANI CIOCCOLATO BIANCO E LAMPONI



Se volete togliere il "quasi vegani" basterà eliminare il cioccolato bianco dalla ricetta!

INGREDIENTI PER 12 PEZZI:

280 gr farina integrale
- 50   gr farina maizena
- 100 gr zucchero di canna integrale
- 65   gr olio di semi di girasole
- 240 gr latte di riso 
- mezza bustina di lievito per dolci
- scorza di limone (io ho abbondato e crea una bella armonia con i lamponi e il cioccolato bianco)
- 70   gr cioccolato bianco (come si vede dall'immagine ho usato le gocce di cioccolato)
-130  gr lamponi freschi 


PREPARAZIONE: 

- Amalgamare in una ciotola tutti gli ingredienti tranne i lamponi (per evitare di "spappolarli" troppo mescolando il composto).
- Se decidete di usare una tavoletta di cioccolato bianco tagliatela a coltello in maniera grossolana e incorporatela all'impasto.
- Quando tutti gli ingredienti risultano ben mescolati aggiungete i lamponi e uniteli al composto.
- Riempire di circa 3/4 le formine dei muffins, o l'apposita teglia con i buchi in cui avrete precedentemente messo la carta che conterrà l'impasto.
- Cuocere per circa 15 minuti con forno a 170/ 175 gradi.

Gustate i muffins per merenda, colazione o come snack sfizioso!

EMERGENZA CORONA VIRUS : SPUNTI PER ATTIVITA' CASALINGHE



In questi giorni notizie, ansie, paure, pensieri e dubbi sono più che mai parte di noi. Non è mia intenzione esprimere giudizi sulla delicata situazione che stiamo vivendo, ma da qualche giorno tutti noi siamo nella condizione di dover limitare temporaneamente la nostra libertà e di modificare lo stile di vita che abbiamo fin'ora condotto.
Per il nostro bene siamo stati invitati a rimanere nelle nostre case, in alcuni casi soli con noi stessi e questo può forse spaventare qualcuno. Personalmente adoro stare sola con me stessa all'interno di un ambiente confortevole, ma se per voi non è così vi lascio alcuni spunti per imparare a dedicare tempo a voi stessi e per passare in maniera costruttiva e produttiva questo stop forzato dalla vita sociale e in alcuni casi lavorativa.

Ci tengo a sottolineare che è molto importante rispettare le regole che sono state emanate in questi giorni, dobbiamo accettare questa situazione razionalizzandola, senza farsi prendere da panico o isteria.
ESSERE LUCIDI E SOPRATTUTTO POSITIVI E' DOVEROSO!!
 Il mio suggerimento? Approfittiamo di questa pausa forzata per modificare la nostra routine, o per approfondire abitudini che già avevamo prima. Il tempo è prezioso non sprechiamolo!

 DEVO RIMANERE A CASA...CHE COSA POSSO FARE?

Se anche solo il pensiero di dover trascorrere ancora venti giorni in casa vi mette angoscia leggete e prendete nota di questi 15 spunti!

  1. NETFLIX. Chi di noi al giorno d'oggi non ha l'abbonamento a Netflix? Sicuramente grazie a questo "contenitore" di film, serie tv, documentari, reality ecc... troverete ciò che fa al caso vostro per ingannare il tempo. Se non siete abbonati potete usufruire della prova gratuita di un mese.
  2. LEGGERE. Molto spesso molti di noi non hanno tempo da dedicare alla lettura, questa può essere una buona occasione per dedicarci a quel libro dimenticato sul comodino o quel romanzo che tanto avremmo voluto iniziare. Non perdere l'occasione per iniziare a leggere qualche titolo!
  3. SCRIVERE. Perché non tenere un quaderno o un diario in cui annotare sensazioni, paure o pensieri di questo delicato momento? Perché non dedicarti alla stesura di articoli, saggi, memorie o recensioni?
  4. STUDIARE. Se sei uno studente (giovane o meno giovane non importa) puoi dedicarti allo studio: slides, lezioni, libri di testo o ancora tesine da preparare, non buttare via il tuo tempo e studia!
  5. DISEGNARE. Anche se non sei un tipo artistico prova a sprigionare la tua creatività disegnando, dipingendo o anche solo colorando (esistono i libri anti-stress da colorare con vari temi e soggetti).
  6. ASCOLTARE UN PO' DI MUSICA. La musica, come a parer mio la lettura, aiuta ad evadere quindi perché non creare una propria playlist sognando di essere sulla cima di una montagna o in riva al mare?
  7. PRATICARE YOGA O MEDITAZIONE. Si tratta di due attività in stretta connessione tra loro. Se non le hai mai praticate su YouTube trovi tantissimi tutorial, di vari livelli, per iniziare, approfondire o anche solo avvicinarti a queste discipline.
  8. CUCINARE. Chiusi in casa e con frigorifero e armadietto delle "porcate" a portata di mano mangiare non è stato mai così semplice, quindi perché non mettersi ai fornelli e cucinare qualche piatto sano, una torta, pasta fresca fatta in casa o quello che più vi soddisfa? Per qualche spunto creativo visitate il sito di Giallo Zafferano.
  9. PULIRE-RIORDINARE-AGGIUSTARE-MONTARE MOBILI. Di recente siete stati all' Ikea, ma ancora non avete montato la cassettiera acquistata? Bhe perché non farlo proprio ora? La primavera è alle porte e si può anticipare la famosa pulizia tipica di questo periodo. Il vostro armadio è un campo di battaglia? Riordinatelo. Insomma il fai-da-te in questo periodo potrebbe diventare un buon passatempo.
  10. ALLENARSI. Sì è vero stando in casa si è propensi a mangiare molto di più, ma chi ha detto che per tenersi in forma dobbiamo per forza uscire ed andare in palestra? Anche in questo caso YouTube ci viene in soccorso, grazie ai video in cui personal trainer mostrano esercizi facili e completi da poter svolgere ovunque...anche in casa!
  11. IMPARARE UNA LINGUA. Da quanto tempo vuoi iscriverti ad un corso di spagnolo? Non pensi sia ora di rispolverare il tuo inglese o il tuo francese? Perfetto ora puoi prenderti del tempo per farlo, come? Ci sono vari siti e applicazioni che ti aiutano nell'apprendimento di una nuova lingua come ad esempio Babbel.
  12. RIFLETTERE. Forse molti di noi possono sfruttare questo momento di pausa per pensare e meditare, davvero prima apprezzavamo il nostro tempo al 100%?
  13. FARE PULIZIA. Era da molto che volevi sistemare il garage o il solaio, adesso non  ci sono più scuse!
  14. CHIAMARE AMICI LONTANI O CHE NON SENTI DA UN PO'. Sì è vero con WhatsApp, Instagram, Facebook ecc.. siamo sempre perennemente connessi con il mondo e sappiamo cosa fa chi, ma parlare con un amico/a, confidarsi, esporre le proprie paure o i propri pensieri è importante. Confrontatevi con le opinioni di chi vi sta vicino.
  15. RIORDINARE IL PC. Quante cartelle, documenti o immagini sparse per il desktop abbiamo sul computer? Se i precedenti spunti non ti sono stati d'aiuto di questo abbiamo bisogno quasi tutti!

Spero con questi suggerimenti di averti aiutato a capire come spendere il tuo tempo, o di averti dato l' input per iniziare un'attività che rimandavi da tempo.
Se anche tu hai qualche idea per me scrivila nei commenti!

TRE GIORNI A DANZICA


Il famoso Corridoio di Danzica...

Chi di voi non ha mai sentito nominare il "Corridoio di Danzica"? E' sicuramente stata una delle domande presenti nelle verifiche di storia del quinto anno in qualsiasi scuola superiore. Con questa denominazione si intende una striscia di territorio polacco, in cui è compresa la città di Danzica, istituita dopo la I Guerra Mondiale. Il "corridoio" divenne una delle principali rivendicazioni da parte della Germania di Hitler che sfociarono nel settembre del 1939 in un'invasione della Polonia in accordo con l'Unione Sovietica. L'invasione della Polonia il 1 settembre 1939 fu proprio una delle cause scatenanti della guerra.

Danzica da sola...

Ho scelto questa meta per spendere alcuni giorni di relax in solitudine, era da molto tempo che volevo dedicare del tempo a me stessa e quale meta poteva essere più indicata di Danzica una città ricca di storia, musei, monumenti, chiese e luoghi da visitare. La Polonia è uno stato abbastanza sicuro, come testimoniano stime e statistiche, il tasso di delinquenza e criminalità è basso e dato non meno importante il costo della vita è davvero basso! La media di un pasto seduti in un bel ristorante mangiando un piatti tipici polacchi con un buon bicchiere di birra è di 5 euro. 

DAY 1 MUSEO DELLA II GUERRA MONDIALE-CENTRO STORICO 

Sono atterrata a Danzica la notte tra il 21 e il 22 febbraio (quando ancora non era scoppiata l'inutile emergenza corona virus in Italia), con un taxi e una spesa di circa 15 euro ho raggiunto il mio ostello. 
La prima tappa della mia esplorazione della città è stato il Museo della Seconda Guerra Mondiale, poco distante dal mio alloggio. Il costo per l'ingresso al museo mi ha davvero stupita 25 sloti (5,83 euro) per visitare la collezione permanente e temporanea di questo moderno spazio espositivo. Come già detto fu a Danzica che ebbe inizio il più grande e sanguinoso conflitto del mondo. Solitamente i musei dedicati a questo delicato tema trattano l'argomento dalla prospettiva delle grandi potenze, ma l'intento di questa struttura è di documentare una faccia inesplorata del conflitto: il punto di vista delle vittime. L'esposizione consiste di reperti (disposti in aree tematiche), ricostruzioni e materiale multimediale; personalmente ho apprezzato molto la disposizione e i temi trattati, coinvolgenti, interessanti e toccanti.
Molto spazio viene dedicato alla popolazione polacca, ma senza mai dimenticare le altre etnie duramente perseguitate dal '39 al '45. Ciò che colpisce del museo stesso è anche la costruzione dell'edificio: un grande prisma che spunta dal terreno, il colore della struttura come la natura dell'esposizione museale stimola la malinconia. I tre livelli su cui si eleva il museo simboleggiano passato (collezione principale piano -1), presente (area intorno al museo) e futuro (piano +1 biblioteca, spazi pubblici e ristorante). Ho dedicato alla mia visita quattro ore perdendomi tra oggetti, didascalie, testimonianze e filmati storici davvero di gran rilievo!
Nonostante il meteo il primo giorno non sia stato dalla mia parte ho comunque deciso di passeggiare nei dintorni del museo che si trova a pochi passi dal centro storico di Danzica.  Ci sono alcuni luoghi che meritano assolutamente una visita e quattro passi a piedi per ammirare la splendida architettura della cittadina:
  • Droga Kròlewska: la Via Regia che veniva percorsa dal re in visita a Danzica, alzando lo sguardo potrete ammirare splendidi e antichi palazzi dai colori pastello. Dietro la Porta Soprana vi è il complesso fortificato Przedbramie, composto da due due torri unite da alti muri, anticamente questo costituiva un corpo avanzato rispetto le mura medioevali che circondavo il nucleo della città. 
  • Ratusz Glòwnego Miasta : è il Municipio della città vecchia, il vero cuore storico di Danzica che custodisce simboli e tesori della potenza marittima baltica. Il simbolo di questo quartiere è l'elegante torre che sovrasta il municipio, coperta da un elmo creato nel 1561 e sormontato dalla statua  dorata di re Sigismondo Augusto. Nel suo insieme la struttura ha un aspetto tipicamente gotico (la costruzione è avvenuta a diverse riprese fra XIV e XVIII secolo) con l'aggiunta di elementi barocchi e manieristici. Attirerà la vostra attenzione anche la Fontanna Neptuna vero e proprio simbolo della città, fu eretta nella prima metà del '600. 
  • Dlugie Pobrzeze : la Riva Lunga che si dipana lungo la Motlawa, la classica immagine da cartolina di Danzica su cui si affacciano colorate case dalle forme tipicamente nordiche, caffè ristoranti e la famosa Gru. L'antica gru portuale, Zuraw, è uno degli elementi che maggiormente attira lo sguardo osservando la riva sinistra dal Ponte Verde, è un vero e proprio gioiello dell'architettura medioevale: permetteva  tramite due enormi ruote calcatorie, azionate da uomini, di sollevare carichi fino a 4 tonnellate ad un'altezza di 11 metri e carichi fino a 2 tonnellate a 27 metri! Entrate ad osservare questo enorme marchingegno. 
  • Ulica Mariacki : piccola via pedonale che vi conduce alla basilica di Santa Maria, è uno degli angoli più affascinanti della città (soprattutto a parer mio con il cielo grigio e la leggera pioggerellina che ho trovato io il primo giorno). Questa zona pare aver conservato l'atmosfera della Danzica dei secoli d'oro: due ali di palazzi in vari stili a cui si accede tramite "antisoglie" decorate da varie statue zoomorfe e antropomorfe che un tempo scaricavano acqua ai bordi della strada. La viuzza è tempestata da botteghe di ambra e artigianato a cui fa da sfondo l'imponente chiesa mariana.   

DAY 2 GDYNIA-SOPOT 

Gdynia e Sopot insieme a Danzica formano il Trojmiasto una conurbazione urbana collegata dalla rete ferroviaria veloce. Con una spesa di soli 8 sloti  (1,85 euro impensabile in Italia) ho raggiunto entrambi le località balneari situate nel golfo di Danzica sul Mar Baltico. 
Gdynia è un ex villaggio di pescatori, tutto quello che c'è da visitare è legato al mare ed è collocato sul Molo Meridionale. Il molo funge da centro cittadino in cui poter passeggiare, sorseggiare una tazza di tea caldo all'aria aperta o osservare le barche ormeggiate. Qui ormeggiati ci sono alcuni galeoni da visitare ed è collocato anche l'acquario, che quel giorno essendo domenica, era affollatissimo da famiglie. All'interno oltre a molte varietà ittiche è possibile osservare ambienti marini di ogni parte del mondo. Dopo aver passeggiato lungo la spiaggia ho raggiunto a piedi il centro cittadino caratterizzato dalla presenza di edifici in stile modernista dalle linee tipiche degli anni '20 e '30 del Novecento.  Se avete tempo e voglia di camminare, ma in alternativa c'è anche una funivia per i più pigri, potete raggiungere la cima della Kamienna Gora una collinetta da cui si apre un ampio panorama della città e del golfo.
Sopot a una decina di chilometri di distanza da Gdynia è la località balneare più famosa della Polonia, la sua fama deriva probabilmente dalla presenza del ponte di legno sul mare più lungo d'Europa. La piazza principale, a pochi metri dal famoso molo, ha una forma concava sul lato destro sorge lo Stabilimento Balneologico in cui sgorgano fonti termali di acque ricche di bromo e iodio; sulla sinistra invece vi è l'Hotel Grand, elegante costruzione neobarocca che ha avuto ospiti celebri, nel bene e nel male, come Greta Garbo, Fidel Castro, De Gaulle, Hitler, Sharif, Shakira e molti altri. 
Il molo che si inoltra nelle acque del Baltico per quasi mezzo chilometro offre una vista a "tre fasce" di Sopot: verde del Parco Paesaggistico di Trojmiasto, grigio della cittadina e blu del mare. Vi consiglio di fare questi due passi sul molo in orario tramonto...la vista sarà ancor più suggestiva quando il ponte si illumina con le luci dei lampioni anni '20. 


DAY 3 MERCATO COPERTO-BASILICA DI SANTA MARIA-CITTA' VECCHIA

La mattina dell'ultimo giorno sono uscita alle prime ore dell'alba...in ostello ho scelto per risparmiare la camerata mista da 6...ma ahimè i miei compagni di stanza hanno russato pesantemente tutte e tre le notti! 
In giro non ho incontrato praticamente nessuno se non qualche pescatore seduto su sedie pieghevoli e con la canna da pesca immersa nella Motlawa. Ho scattato foto bellissime complici le luci create dal sorgere del sole e dall'atmosfera fantasma della città, mi sono goduta la tranquillità, il silenzio e la magia di una città veramente stupenda.
Dopo essermi rifocillata in una pasticceria in cui sembrava di essere all'interno di una casa per le bambole mi sono dedicata alle ultime tappe della mia visita a Danzica: il mercato coperto, la Basilica di Santa Maria e la Città Vecchia. 
Il Mercato Coperto non mi ha per niente colpita, me lo aspettavo con prodotti simili a quelli di Budapest o Sofia (torte, dolci, dolciumi, spezie, formaggi...), ma invece i commercianti all'interno offrivano solo salumi e stand di vestiti, la struttura da fuori prometteva bene vista la splendida architettura. 
La Bazylika Mariacka è il tempio cristiano più grande del mondo, al suo interno può ospitare fino a 25.000 fedeli. L'elemento dominante oltre alla mole della struttura nel suo insieme è la torre campanaria, alta 82 metri, a cui si può accedere salendo 400 gradini e con un biglietto di 10 sloti (2,30 euro); la salita si percorre all'interno di una scala a chiocciola in sasso molto angusta (mentre salivo due signore sono dovute scendere poiché non si sono sentite affatto bene) esperienza forse non troppo indicata per chi soffre di claustrofobia. Una volta giunti in cima il panorama ripagherà della fatica per salire...una vista a 360 gradi dello skyline della città! Grazie ad una mappa potrete individuare i campanili delle chiese e gli edifici principali con una prospettiva dall'alto, con la calda luce del sole i colori della città al mio arrivo in cima erano stupendi.
Ultima tappa in quanto vicina all'ostello è stata Stare Miasto: la Città Vecchia. Questa zona di Danzica risale al XIII- XIV secolo, venne in parte distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale e ricostruita nei luoghi più importanti. Percorrendo il Canale Radunia si incontrano le chiese di Santa Brigida e Santa Caterina, accanto a quest'ultima è conservato l'antico Wielki Mlyn (mulino grande) edificato nel 1350 in mattoni rossi e dalla forma quasi triangolare, è uno degli edifici industriali più importanti dell'Europa medioevale  mosso su due lati da ben 18 ruote collegate a macine di pietra.

Danzica in breve i consigli di Vagabionda

PIEROGI:  non potete non assaggiare i famosi ravioli polacchi, un piatto della tradizione molto apprezzato dai turisti e da me in particolar modo. Ho trovato tramite TripAdvisor il locale Omandu il cui menù proponeva davvero tantissime varianti di pierogi, io ho scelto quelli ripieni al salmone e pomodori essiccati accompagnati da una salsina all'aneto davvero squisita. Da Omandu c'è un vero e proprio laboratorio artigianale di pierogi: tramite un vetro potrete osservare in tempo reale la produzione dei vostri ravioli. Vorrei sottolineare anche questa volta il rapporto qualità prezzo della mia cena: un piatto di pierogi e una birra 28 sloti ovvero 6,45 euro!

PACZKI: squisiti bomboloni (krapfen) fritti, ripieni con marmellate alle rose, glassati e guarniti con buccia di arancia candita. Troverete questa prelibatezza nelle pasticcerie, panetterie, tea room e ai bordi delle strade dai venditori ambulanti, uno tira l'altro e costano solo 0,300 sloti 60 centesimi!

UNA DOLCE PAUSA A LEN: dalla via che si snoda dall'entrata principale della Basilica di Santa Maria troverete dei locali in cui scaldarvi sorseggiando una tazza di tea caldo molto carini. Ho scelto il Cafe' Len incuriosita dall'entrata...assaggiate la torta vegana con glassa al cocco squisita e riposatevi in un ambiente accogliente e rilassantissimo. 

UNO SGUARDO SU DANZICA DALL'ALTO: Danzica offre molte possibilità di osservare la città dall'alto. Un bel panorama sul centro storico dai Forti Napoleonici, una vista 360 gradi dalla torre della Basilica di Santa Maria o dalla torre del Municipio, la vista sulla Città Vecchia e sulla Città Principale  dalla torre della Chiesa di Santa Caterina o ancora una vasta veduta sull'area degli ex cantieri navali dalla terrazza del Centro Europe Solidarnosc.

UNA PASSEGGIATA CON LE PRIME LUCI DELL'ALBA: se vi piace passeggiare soli con i vostri pensieri e vedere la vera essenza di Danzica lontana dal via vai dei suoi abitanti e dei turisti che la affollano saltate giù dal letto di buon ora e immergetevi nelle viuzze della zona pedonale. 

MUSEO DELLA II GUERRA MONDIALE: come descritto sopra si tratta di una collezione molto interessante, un'esposizione unica e una tappa obbligatoria per tutti gli appassionati di storia del Novecento. 


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